Cerroni: «Il contratto Ama-Colari attua la legge»

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Sul contratto decennale con Ama (la gestione degli impianti TMB di trattamento meccanico biologico dei rifiuti), il presidente del Colari Manlio Cerroni, ieri pomeriggio ha voluto dire la sua. Intanto ha precisato che le attività previste dal contratto contestato sono quelle imposte dal vigente Piano regionale dei rifiuti, peraltro vincolate dalle disposizioni comunitarie che impongono il trattamento dei rifiuti a valle della raccolta differenziata e prima di essere conferiti in discarica.

Ma proprio perché si tratta di attività imposte (e non discrezionali) più volte sia Ama che Colari sono state diffidate (anche dal Prefetto-Commissario all'emergenza rifiuti) a portare i rispettivi impianti TMB alla massima efficienza possibile che per la Colari di Cerroni significa 1500 tonnellate al giorno di rifiuti trattati. Ovviamente ad un impegno di queste dimensioni doveva corrispondere un contratto con Ama, tanto più che si doveva corrispondere all'impegno assunto nei confronti del Prefetto-Commissario di portare a pieno regime gli impianti entro il 31 ottobre 2012.

Per queste ragioni AMA e Colari si sono impegnate «in serrate trattative, cominciate già nell'aprile scorso e concluse appunto con il testo portato al C.d.A. di Ama la scorsa settimana» come è scritto in un comunicato della Colari stessa. Per quanto riguarda il prezzo (i 500 milioni in 10 anni dei quali tutti i giornali hanno scritto), Cerroni precisa che non si tratta di corrispettivo liberamente negoziato dalle parti, ma della specifica tariffa imposta dalla Regione Lazio e sulla base di «un procedimento trasparente e predeterminato, nel quale è stato necessario certificare ognuna delle singole voci di costo». Pertanto anche la durata decennale è determinata da precise indicazioni normative della Regione.

In conclusione per Cerroni quel contratto «non è altro che (la) precisa attuazione del sistema previsto dalla Regione Lazio per corrispondere ai vincoli derivanti dalle disposizioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti». In forza di tali vincoli o entro il prossimo 31 dicembre 2012 saranno smaltiti in discarica solo rifiuti trattati anche dalla società di Cerroni, altrimenti «non ci sarà modo per sottrarsi alle pesanti sanzioni già annunciate dalla stessa Commissione UE e alla prospettiva di una crisi». D'altra parte, come è noto alle cronache, «non è solo con i propri TMB che il Colari si sta adoperando in tutti i modi per consentire a Roma Capitale di affrancarsi da ogni ipotesi di emergenza e per dotarsi di un servizio di eccellenza».