«Chiedo scusa»

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«Non succederà più». Come spesso accade potrebbe essere l’ex presidente Storace ad azzeccare la frase che riassume il senso della giornata e quindi del Consiglio Straordinario che si è tenuto ieri alla Pisana. La musica sembra davvero cambiata se la seduta comincia inusitatamente puntuale. Da sottolineare il piglio determinato della Presidente e la prevista assenza del consigliere Fiorito.

La Polverini si scusa con i cittadini del Lazio, ma indica al contempo la linea alla propria maggioranza ed illustra l’elenco dettagliato e pesante dei tagli che graveranno o dovrebbero gravare sul Consiglio. Si comincia dal dimezzamento delle commissioni e l’eliminazione di quelle straordinarie, si passa alla revoca dell’appalto per la costruzione delle nuove palazzine fino ad arrivare all’abrogazione dell’indennità di funzione per gli incarichi. Chiaramente si aboliscono i finanziamenti ai gruppi e si dimezzano i fondi per il “rapporto elettori cittadini” e si chiede anche la cancellazione dei gruppi monocellulari non usciti dal voto delle urne.

I toni della Polverini non tradiscono emozione, quasi non avesse niente da perdere. Non una parola su alcuni temi delicati come la concessione del vitalizio agli assessori, voluti dalla Presidente e che dovrebbero costare almeno 600 mila euro l’anno. Il primo capogruppo ad intervenire è quello del PD Montino che esordisce dicendo «ho capito il dolore e la sofferenza della Presidente Polverini». Detto questo lui non fa sconti e ha il coraggio di assumersi la responsabilità di non essersi opposto alla manovra che avrebbe portato all’aumento delle spese a favore dei gruppi, ma gettasul centrodestra le responsabilità morali ed etiche. Ricorda poi che le opposizioni, in questi 2 anni, hanno presentato almeno 4 proposte di legge per la riduzione delle spese, proposte costantemente ignorate dalla maggioranza. Il capogruppo si chiede se esista ancora una maggioranza e invita quindi la Presidente ad approvare i provvedimenti per i tagli netti alle spese del Consiglio, così come della Giunta e invita Renata Polverini a rassegnare le dimissioni.

Secondo Montino «la Polverini non ha mai governato e la maggioranza non è mai esistita». L’opposizione ha presentato, quindi, in maniera compatta un documento che elenca una serie di provvedimenti tesi al taglio delle spese, per alcuni passaggi del testo sovrapponibili a quelli della maggioranza, ma aggiungendo alcuni passaggi come il tetto delle retribuzioni dei manager regionali che dovrà essere al massimo pari all’80% di quello del presidente della Giunta. Sarà proprio Storace a chiedere alle opposizioni di votare lo stesso documento per dare all’esterno un’idea di credibilità, ma anche per non abbandonare battaglie che da due anni il centrosinistra porta avanti. Maruccio, Nieri e gli altri capigruppo dell’opposizione calcano tutti la mano anche sulle spese della Giunta, sugli assessori esterni e sui conseguenti vitalizi.

Mentre scriviamo non è noto se al termine della seduta si voteranno uno o due documenti. Né si conosce se entro la “settimana” indicato come termine ultimo dalla Polverini, il Consiglio saprà approvare tutti i provvedimenti presentati, ma sappiamo che, a differenza di quello che si può pensare, la Presidente oggi non esce rafforzata nella sua immagine di decisionista. Rimane, infatti, aperta la questione del capogruppo PDL. Infatti è singolare che a nome del gruppo Pdl abbia parlato la giovane consigliera Colosimo e non il capogruppo Battistoni, reo di essersi messo in rotta di collisione con l’assessore Birindelli, sulla quale indaga la magistratura per spese di comunicazione che meritano un approfondimento. La presidente ha voluto scavare un solco profondo anche con il Presidente Abbruzzese senza pensare ad una sua sostituzione, ma soprattutto al fatto che un Presidente indebolito non fa comodo a nessuno, tanto meno alla speditezza nella approvazione dei provvedimenti. Di qui la sensazione se non l’evidente certezza che la lotta all’interno del PDL e della maggioranza non finisca qui, ma sia destinata a produrre ancora un copioso spargimento di sangue nella maggioranza.

carlitos