Roma inghiottita dalle voragini

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Ci voleva Alessandra Mussolini per far tornare in prima pagina lo scandalo delle strade groviera nella capitale. Le cronache cittadine di Repubblica e Corriere della Sera ieri riportavano la disavventura capitata alla pasionaria del Pdl, che stava per finire inghiottita insieme al figlio a bordo della sua auto in una voragine apertasi in via Spallanzani, nei pressi di Villa Torlonia.

Comprensibile la rabbia della deputata berlusconiana: «Tutta la città è un campo di battaglia ma almeno accanto alle scuole bisogna eliminare i pericoli», ha tuonato. Invitando poi a brutto muso il sindaco Alemanno a «farsi un giro a vedere le strade di Roma».

Ma quello capitato alla Mussolini è soltanto l'ultimo caso di cedimento del manto stradale verificatosi nella Città eterna. Pochi giorni fa a Torpignattara, precisamente in via Dulceri, due auto in sosta sono state ingoiate in una enorme buca apertasi nel bel mezzo della notte. Fortunatamente, data l'ora, non ci sono stati feriti, ma il morto non c'è scappato per un puro caso.

Nella stesso municipio, il Sesto, in precedenza erano già sprofondati pezzi di manto stradale in via Bufalini e piazza Copernico. Per non parlare della voragine di via Comparini, a Labaro, che sono due anni e mezzo che sta lì. Colpa dell’incuria, della cattiva o assente manutenzione, spesso del menefreghismo.

Giovedì scorso Cinque Giorni dava conto in un dettagliato servizio delle strade colabrodo di Portuense, mentre il sito www.voragini.it alla buche della capitale ha dedicato addirittura una intera sezione: da gennaio a oggi le segnalazioni a≠l portale sono state ben 57, una media di oltre sei al mese.

Per ora Alemanno e il suo assessore ai lavori pubblici Ghera fanno orecchie da mercante. Chissà mai che l'incazzatura della compagna di partito Mussolini non dia loro una bella svegliata.