Sprechi e spese, seduta grottesca

0
25

Quella di lunedì scorso in Consiglio regionale è stata una seduta grottesca che il Presidente dell’Assemblea Mario Abbruzzese ha invece definito come «una pagina alta di politica regionale». Ognuno la vede a modo suo. L’impressione generale è che siamo solo all’inizio della battaglia e che il meglio o il peggio deve ancora venire.

Nelle proposte della Presidente, approvate a maggioranza, si notano tagli alle spese solo ed esclusivamente per il Consiglio Regionale, con un piccolo richiamo al numero degli assessori. La diminuzione del numero degli assessori, è però legata alla diminuzione del numero dei consiglieri e quindi va da se che è tutta roba che impegnerà la prossima legislatura.

Il centrosinistra, invece, le cui proposte sono state respinte, aveva anche pensato alla creazione di un tetto agli stipendi dei manager che nelle intenzioni dell’opposizione non dovrebbero superare l’80% dello stipendio del Presidente della Giunta. Certo il pasticcio è stato combinato in Consiglio, ma una volta che si ragiona sui tagli alla politica, si può cogliere l’occasione per parlare anche di tanti consigli d’amministrazione inutili e dispendiosi.

Veniamo quindi ai protagonisti della giornata e della vicenda.

Fiorito: la sua è un’assenza di peso ( in tutti i sensi data la mole dell’ex capo gruppo del Pdl). Tra l’altro è stato sospeso dal partito ma è ancora Consigliere e Presidente della Commissione Bilancio, l’unica veramente fondamentale nella vita della Regione.

Polverini: recita 2 o 3 parti in commedia. Nel primo intervento è la leader indignata e delusa dal comportamento di tutti, ma soprattutto dei suoi. Nella replica è già tornata la condottiera che ha tante idee per questa regione. Peccato si scordi completamente che alcuni “privilegi” della politica che la vedono assolutamente protagonista. Ad esempio la concessione del vitalizio agli assessori esterni e la nomina di tanti notabili PDL esclusi dalle liste nei lucrosi come presidenti delle Agenzie e società regionali.

Montino: il capogruppo del Pd non risparmia dure critiche alla Presidente e qualcuna anche al PD. Recita il mea culpa per non essersi opposto alla manovra che avrebbe comportato aumenti di spesa per l’attività dei gruppi. In chiusura si batte a suon di regolamenti d’aula ma capisce che non è serata da scelte bipartisan.

Storace: una maggioranza allo sbando si aggrappa a lui come il Milan della scorsa stagione faceva con Ibraimovich. È l’unico che mette in crisi l’opposizione. Peccato che sia troppo fazioso quando finge di non capire che i gruppi monocellulari nati dalle urne hanno una maggiore dignità rispetto a quelli che “furbescamente” nati grazie a qualche incongruenza dei regolamenti.

Colosimo: la Speaker ufficiale del PDL. simbolo del cambio di direzione. Prova la strada dei sentimenti ma tradita dall’emozione ripete troppe volte la parola “orgoglio”. Poveretta, era anche l’unico aspetto sul quale fare leva. Per il resto i suoi “capi” le danno pochi strumenti ed in tempi di “cocci di noci” bisogna essere ”orgogliosi” anche dell’assunzione di un commercialista… magari bravo!

Battistoni: non è chiamato alle riunioni segrete e non prende la parola in aula. Per essere uno accusato di nulla e che ha scoperchiato il tutto, sembra avere una pazienza zen . Gli consigliamo di resistere.

Maruccio e Rossodivita: I capigruppo di IDV e Radicali sono entrambi avvocati. Quando si parla di regolamenti e proposte di legge “sguazzano”. Con toni diversi Maruccio ricorda alla Presidente che per accorciare i tempi si poteva portare in aula una proposta di legge e non una semplice mozione. Rossodivita, invece riporta alla memoria tutte le volte che i Radicali hanno fatto proposte che se prese in considerazione avrebbero evitato che tutto questo accadesse.

Abbruzzese: chiudiamo con il Presidente del Consiglio Regionale. Vero e proprio ariete della sua parte politica. Forse soddisfatto di essere stato riammesso alla tavola buona, al momento opportuno, forza o ignora parte del regolamento ed inoltre non prende mai la parola per difendere l’operato dell’istituzione che presiede e che le proposte della Polverini condizioneranno. Sembra aver salvato la poltrona e per il momento, tanto basta

carlitos