Atac, il nuovo Ad confessa: «Ci capisco poco…»

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Il Sindaco Alemanno presiede al cambio della guardia in ATAC numero quattro: fuori Tosti, dentro Diacetti, già amministratore delegato di Risorse per Roma. La conferenza stampa si è svolta al sesto piano della sede aziendale in via Prenestina 45.

Dopo mezz'ora di attesa finalmente arriva il numero uno dell'evento, il Sindaco, che siede al centro del tavolo. Alla sua sinistra l'Assessore ai trasporti capitolino Aurigemma, e alla sua sinistra il neo Amministratore Diacetti e il Direttore Cassano, che introduce l'evento fornendo qualche dato importante: «Con l'occasione vogliamo fare il punto sul principale obiettivo che ci eravamo traguardati (sic) ovvero il risanamento economico. La situazione finanziaria disastrosa dell'ATAC che avevamo ereditato partiva da un passivo di meno 300 milioni ed oggi è migliorata grazie a una serie di interventi con i fornitori e le banche e ai controlli sull'evasione dei biglietti. Ma il saldo negativo persiste e dobbiamo ancora continuare nel risanamento. Abbiamo poi il problema della qualità del servizio, primo tra tutti l'irregolarità: vengono saltate 10 corse su 100 e ciò è inaccettabile e su questo dobbiamo lavorare con le banche e i sindacati e una maggiore puntualità nei pagamenti ai fornitori. Visto che abbiamo avuto problemi continui di interruzioni dei lavori anche per i corridoi della mobilità (Filobus)».

Quindi la parola passa all'Assessore Aurigemma che evidenzia come l'amministrazione abbia sopperito al taglio di circa 200 milioni di euro garantendo inalterato il servizio e in alcuni casi incrementandolo: «Ringrazio Tosti per il lavoro svolto e si apre un nuovo capitolo con Diacetti per sistemare i conti e migliorare il servizio reso ai cittadini ». La sintesi dell'Assessore lascia spazio all'intervento di un Diacetti visibilmente emozionato: «Ho deciso non in quindici minuti ma in alcune ore e o lo si fa con il cuore, o i se e i ma diventano troppi per accettare. Ho un mandato che scadrà il 30 giugno, ma questa società ha una scadenza giorno per giorno. Lo stress finanziario è quotidiano, se non paghiamo i fornitori poi abbiamo problemi nel servizio. Atac non è la migliore azienda italiana, ma non lo è perchè non sono stati fatti investimenti sufficienti e il servizio ne risente con le vetture obsolete che necessitano di più costi di manutenzione e rendono incerto il servizio».

Quindi anticipa una prima notizia importante per gli utenti: «Roma Capitale sta comprando 399 nuovi Bus, circa il 20% dei circa 1700 operativi giornalmente. Non è tollerabile la sciatteria, il fatto che i mezzi non siano puliti. Andremo a incidere su questa situazione con maggiori controlli, sia nella manutenzione e pulizia sia nei controlli agli evasori dei biglietti che alla puntualità dei mezzi. Chi sta manutenendo la B1 non è chi la ha costruita e così ci sono problemi: faremo in modo che chi costruisce faccia anche manutenzione. Come diceva Cossiga ci capisco poco ma sto studiando molto e utilizzerò il management per fare in modo che chi ha costruito gli impianti intervenga su ascensori e scale mobili. Entro 30 giorni mettiamo sul campo 150 persone per assistere il cliente e lottare all'evasione».

Diacetti conclude sgombrando i dubbi sul suo compenso: «Fino al 5 Ottobre sarò a carico di Risorse per Roma e gratis per l'ATAC: non avrò una doppia retribuzione, perchè il momento è difficile e voglio dare l'esempio, decurtando del 10% il mio stipendio di 294.000 euro che scenderà a 265.000». Il Sindaco Alemanno apre il suo intervento sottolineando «il difficile percorso di ATAC in questi anni: abbiamo superato lo spezzatino tra 3 aziende differenti (Trambus metrebus atac) e il problema di un taglio del 42% dei fondi statali. Poi una serie di stop e go del governo sul pubblico servizio per le privatizzazioni ma la Corte Costituzionale ci ha bloccato la possibilità di privatizzare. La B1 la C sono state lanciate ma il miracolo è che Atac è riuscito a non portare i libri in tribunale e per questo ringrazio tutti i dirigenti. Ma, come ha detto Diacetti, mentre si operava questo miracolo i romani non vedevano di buon occhio la qualità del servizio che non è delle migliori. Non possiamo dire al cittadino di aspettare che le finanze migliorino: ci sta necessità di un vertice diverso che, come Diacetti, non è esperto in trasporti ma in erogazione di servizi.

L'obiettivo è spingere per il miglioramento della qualità dei servizi. Aggiungo un altro elemento: quello della Holding, che contavamo di avere, ma l'ostruzionismo in Consiglio Comunale ci ha impedito di tenere questa strategia. Diacetti doveva entrare nella holding invece entra in Atac. Sulle ironie fatte in merito al cambio, rispondo che l'ho fatto perchè chiedo risultati per i cittadini, ai quali non importa degli amministratori ma dell'efficenza dei servizi. Per questo motivo sono disposto a intervenire sempre: se sarà fidanzamento e matrimonio con Diacetti (il quarto cambio di amministratore della Giunta Alemanno) dipende solo da questo e se il cittadino non percepisce il miglioramento del servizio, cambierò di nuovo i vertici di Atac. Ai sindacati porremo il tema della produttività e ci sta un accordo da fare con affidamento in house per responsabilizzarli. Su 12.000 dipendenti la stragrande maggioranza è gente che si impegna: quando ero parlamentare ho fatto battaglia per inserire i ferrotramvieri tra i lavori usuranti ma noi faremo la differenza tra chi si impegna nel lavoro e chi no. Dobbiamo fare un lavoro serio per dare una buona impressione alle banche ma soprattutto ai cittadini».

Alemanno conclude con i programmi per il futuro: «Nei prossimi anni ci sarà un prolungamento della B1. L'idea che è a Salario, dove ho vissuto per molti anni a Conca d'Oro è un'idea formidabile. Abbiamo la metro C automatizzata e il prolungamento del Tram 8 che deve superare problemi con soprintendenza per liberare piazza Argentina e il nodo Termini. Atac deve non solo migliorare ma appropriare e gestire le nuove infrastruttura ma serve chiarezza sui fondi del Governo. Ringrazio l'atto coraggio di Diacetti e Cassano: insieme vogliamo fare in modo che i romani siano fieri del trasporto locale». Prima di lasciare la sala il Sindaco deve passare per le domande insidiose dei giornalisti: a chi gli chiede se Tosti sia stato il capro espiatorio dei disservizi alla Metro B1, con il ripiego su Diacetti dopo il rifiuto di Ruberti Alemanno taglia corto: «Continuo a cambiare i vertici finchè non saranno erogati servizi di qualità al cittadino». Più difficile la seconda domanda, sulla questione accennata da Cassiani riguardante la mancanza di fondi per i corridoi della mobilità: al Sindaco viene chiesto conto dei motivi per i quali non sono state fatte rispettare le delibere e il Piano Regolatore che subordinavano il rilascio delle concessioni edilizie alla realizzazione di queste opere con l'erogazione di consistenti contributi a carico dei costruttori.

La risposta di Alemanno e dell'Assessore Aurigemma non è proprio delle più precise: «Lo sviluppo urbanistico di questa città ha sofferto di mancata programmazione e deroghe al Piano regolatore: stiamo lavorando in questo senso per realizzare gli adeguamenti del trasporto pubblico» e, soprattutto, non si capisce con chi possa prendersela Alemanno se il Comune sotto la sua consiliatura continui a rilasciare concessioni edilizie senza che quelle di viabilità siano completate. Quindi sulla Metro B1: «una corsa ogni 8 minuti è troppo» sibila un giornalista: «stiamo lavorando per diminuire lo squilibrio debitorio e sul risanamento dei conti per spostare quote di debito dai fornitori al sistema bancario per stabilizzare le condizioni di esercizio». Infine su Atac e Cotral Alemanno risponde che «è un tema caro ai sindacati. Non abbiamo nulla in contrario ma ci deve essere un accordo con la Regione e da li non abbiamo notizie. Il tema delle fusioni è secondario al buon funzionamento di Atac e Cotral».

Silvio Talarico