Per difendere De Romanis Rampelli inventa la Roma delle feste in maschera

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Da giorni i maggiori quotidiani pubblicano le foto del festino holliwoodiano del consigliere Carlo De Romanis dopo la sua elezione alla Pisana. Ne aveva ben donde se da portaborse del commissario UE ai trasporti Tajani nel 2010 approda alla Pisana con un emolumento di 13.000 euro mese più benefits.

Cosa avreste fatto voi? Lui si è affittato privatamente il circolo del tennis, ha invitato 2000 persone per condividere la sua prorompente gioìa, ha messo in acqua qualche bellezza svestita in stile classico, si è travestito da Ulisse e fra bevande e stuzzichini e tutti si sono divertiti tanto, ma proprio tanto. Ovviamente qualcuno si è cominciato a chiedere da dove venivano tutti questi soldi ed il suo collega di partito Forito da Anagni, finito nei guai per presunte irregolarità nelle gestione delle casse del gruppo Pdl alla Pisana, qualche maligna insinuazione l'ha pure fatta.

E' a questo punto che il De Romanis decide di difendersi e manda avanti i suoi avvocati che invitano e diffidano tutte le testate giornalistiche ad astenersi dal pubblicare notizie, foto e video concernenti l'evento privato "Olympus" che stanno causando, in queste ore, un'ingiustificata ed irreparabile lesione (sic) dell'immagine, della reputazione e della onorabilità del loro assistito. Il quale probabilmente sarebbe stato ben più 'onorabile' se quella festa cafona l'avesse evitata Anzi, a scanso di querele, azioni civili per danni e quant'altro serva a bastonare la stampa, come l'esperienza di questa testata insegna, i legali del consigliere diffidano «a voler provvedere all'immediata rettifica di notizie e rimozione del materiale fotografico e audiovisivo già pubblicati, con titoli, tenore e contenuto gratuitamente ed ingiustamente diffamatori e calunniosi».

Insomma, le foto di donne ignude in piscina, i travestimenti delle comparse affittate, lo stesso abbigliamento del De Romanis sono frutto di «una falsa e tendenziosa esposizione» perché l'evento privato "Olympus" svoltosi a Roma il 10 Settembre 2010 «non è assolutamente riconducibile alle vicende in corso alla Regione Lazio e palesemente manipolato per un’evidente strumentalizzazione». Insomma se il consigliere si comporta come un satrapo o come un Trimalcione de noantri sono ca… suoi.

Giusto, ma il bello è che a sostegno del De Romanis interviene l'on Rampelli solitamente serioso e moraleggiante, per spiegarci che lui stesso è un promotore «della riscoperta delle tradizioni popolari e quindi ha sempre cercato di incalzare il più possibile, quando ho fatto il consigliere in Comune e Regione, i governi sia di sinistra che di destra perchè si potessero riscoprire quelle radici». Un invito quindi a travestirci tutti da centurioni, vestali, senatori, efebi e plebei per buttarci in una qualsiasi piscina (o fontana) nel ricordo della “romanità”, anzi, in quel caso, della “grecità”. Insomma uno smisurato amore della cultura classica trasfigurato in spettacolo buzzurro. Lui, naturalmente, alla festa non c'è andato, «ma per carità non chiamatelo festino – dice – era solo una festa in costume come se ne fanno tante».

Questa si che è una notizia, perché stupefatti apprendiamo che quotidianamente migliaia di romani buffoneggiano in luoghi esclusivi a spese di satrapi di borgata e parvenu che spendono milioni in ballerine, champagne e costumi da scena. Una Roma gaudente, piaciona e spendacciona che balla sulla tolda di un Titanic, mentre nelle cabine sottostanti rumoreggiano minacciosamente disoccupate/i, cassintegrate/ i, precari, pensionati alla fame, diseredati ed emarginati. Ma, on Rampelli, ci faccia il piacere…

gl

 

(foto tratte da Repubblica.it)