Videogiochi, frisbee e portacicche . Così Ama rinnova la sua immagine

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Via Salvatore Cappello, dentro Giovanna Anelli. Se ne torna a Milano il manager che aveva ricoperto con competenza il ruolo apprezzato di direttore generale all'Ama e se ne va senza dichiarazioni, dopo un anno, lasciando il posto di Amministratore Delegato vacante perché la dottoressa Anelli, una dirigente 'interna' da tre anni all'Ama, dai tempi di Franco Panzironi, ricopre il ruolo di direttore generale lasciando spazi forse insperati al presidente Piergiorgio Benvenuti . Già ex consigliere provinciale e presidente nazionale di Ecoitaliasolidale, una poco conosciuta associazione ambientalista di destra durata giusto il tempo necessario perché Benvenuti migrasse alla più prestigiosa poltrona. Un presidente ecologico quindi, ma soprattutto uomo dell'on. Rampelli.

Ora è pur vero che Cappello se ne va con una liquidazione milionaria, come probabilmente quella dell'ex ad di Atac Tosti e dei suoi predecessori Basile e Bertucci, ma è anche vero che i rapporti fra l'amministratore delegato di Ama ed il suo presidente non devono proprio essere stati idilliaci. Altrimenti perché dimissionarlo senza una giustificazione credibile? Per Tosti poteva sussistere la scusante della figuraccia che l'amministrazione aveva fatto con la B1, anche se l'assessore Aurigemma non ha pagato alcun prezzo contrariamente al suo predecessore Marchi liquidato senza tanti complimenti dopo lo scandalo di parentopoli che peraltro coinvolgeva l'Ama e Panzironi. Mistero sulle motivazioni, ma non fa mistero che un qualsiasi manager serio difficilmente può accettare una spesa di due milioni in sette mesi della direzione Relazioni Esterne e Internazionali, per un'azienda che solo qualche anno fa ha spalmato debiti con le banche per 621milioni per i prossimi 25 anni. Sulla vicenda Cinque Giorni è uscito il 12 settembre senza il minimo riscontro da parte di chi doveva rispondere.

Certo, è evidente che quei soldi sono stati dati o verranno dati con procedure del tutto legali. Così come l'azienda può sempre decidere che la destinazione di quelle risorse in pochi mesi sia frutto di impellenti necessità. Ciò nonostante, visto che la trasparenza è all'ordine del giorno, riportiamo quasi integralmente queste voci scusandoci con i lettori per il lungo elenco di cifre. Iniziamo con un abbonamento annuale notiziari giornalistici per euro 14.000. Affidamento del servizio di promozione dinamica bordo di Segway carenati euro 24.184. Fornitura 10.000 copie di un prodotto editoriale per la raccolta differenziata 19.500. Quanto meno sorprendente la realizzazione di un videogame per Ama a 'soli' 20.000 euro. Acquisto spazi su Pagine Gialle 1.200.

Ma la botta arriva per la fornitura di materiale tipografico informativo e promozionale, 190.000 euro, per non parlare dei 48.000 euro per la fornitura di sevizi fotografici, più della metà di quanto speso dalla Presidente Poverini come ampiamente riportato dalle cronache. Gli spuntini e le pause caffè sono costate 5.115, quasi la stessa somma impiegata per la pubblicità sul notissimo ( si fa per dire) magazine Hola tales. Per non parlare dell'acquisto di 3.500 portacicche personalizzati che sono costati solo 4.665 euro. Ora i webmaster costano si sa, ma Ama deve averli trovati davvero bravi perché per servizi di grafica e comunicazione web ha speso 66.000 euro, meno male che ha speso solo 1.200 euro per la stampa di 200 copie di inserti della rivista AmaRoma.

L'attenzione all'infanzia è per ogni azienda motivo di vanto così Ama acquista 3000 biglietti per Explora, il museo dei bambini, a soli 18.000 euro che è un vero affare visto il costo unitario di soli 6 euro. Poi ci sono 145.000 euro per il servizio di produzione riempimento e consegna sacchetti di carta per il compost. Duemila euro invece di pubblicità per la diffusissima rivista di Federcasa e, udite udite, quasi 4.000 euro per l'acquisto di 3600 frisbee pack, forse in omaggio alla vocazione ludica dei dipendenti della municipalizzata. Possiamo poi calcolare gli abbonamenti alle agenzie stampa degli informatissimi dirigenti Ama a circa 53.000 euro, mentre invece il portale internet di Ama è costato

73.800 ed il numero verde, si badi bene temporaneo,51.700 euro. In compenso si risparmia sul catering a soli 3.300 euro. Ma la ciccia sta in quel milione e 500 mila euro (1.500.000) di servizi fotografici (ancora!) e materiali per campagne informative con i quali l'azienda avrebbe potrebbe tranquillamente stamparci un quotidiano. Volutamente abbiamo omesso qualche voce, ma reiteriamo la domanda ai vertici Ama ed oggi alla dottoressa Anelli; è possibile spendere 2 milioni in comunicazione e promozione (il 5%) per una azienda che ne fattura 60 e che, indebitamento a parte, nel bilancio del 2011 dichiara un utile operativo di 1milione e 770mila euro?

Giuliano Longo