Santori fa il Renzi romano

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La notizia non è sconvolgente ma merita di essere riportata. Infatti ieri Fabrizio Santori, lo sfidante alle primarie Pdl, se mai si terranno in questo casino, per la carica di sindaco di Roma ha fatto visita al camper di Matteo Renzi all’auditorium della Conciliazione.

Ora non sappiamo quanto il pimpante Matteo gradirà la visita di questo giovane campione della destra più profano, consigliere e presidente della commissione sicurezza al Campidoglio che non ha mai perso occasione, nel corso del suo mandato, per attaccare zingari, lavavetri e immigrati. Sappiamo però, perché ce lo dice lui, che Fabrizio ha in comune con Renzi un elemento fondamentale «per consentire finalmente il rinnovamento della città di Roma e dell’intero Paese». E cioè appartengono alla stessa generazione.

Una affermazione temeraria perché se bastasse appartenere ad una generazione per essere intelligenti l'Italia sarebbe salva. Però Santori che ha avuto una divinazione o forse una allucinata visione notturna, punta ad un accordo generazionale per fare pulizia della vecchia politica, mentre al di sotto o al di sopra di quella età anagrafica se ne possono tranquillamente andare tutti a…

Insomma Santori non prefigura la repubblica dei bambini, ma quella dei trenta-quarantenni massimo che spazzeranno gli altri, i vecchi, nei cronicari per malati di demenza senile. «Noi abbiamo l’entusiasmo, tenuto insieme da una fatale allergia alla rassegnazione, che può talvolta mancare ai più anziani, abbiamo la forza che spesso difetta ancora ai più giovani grazie ad una maggiore esperienza: adesso tocca a noi, lasciateci lavorare». Dichiarazioni che servono non solo a mettere in guardia Renzi dall'abbraccio con il verboso ex Aennino, ma che serviranno a tutti gli elettori oltre i quarant'anni a pensarci prima di votare, sia alle primarie del Pdl che alle prossime elezioni comunali, questo giovane di destra che – ci manca poco – sembra considerarli smidollati. Anche a rischio di tenersi Alemanno. Quanto a Renzi è già abituato agli endorsement di destra che potrebbero giovargli in queste strane primarie del Pd dove c'è rischio che tutti vadano a votare, anche Santori.

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