Le nomine sotto la lente dell’opposizione

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Non passa giorno senza che le municipalizzate passino sotto la lente d’ingrandimento di qualcuno, come i due milioni di spese promozionali e di immagine di Ama che Cinque Giorni ha riportato sabato scorso. Ma comincia a divenire costoso anche il valzer di poltrone al quale ci ha abituato questo sindaco da quando si è insediato.

Ieri sono partiti alla carica il vice presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti ed il presidente della Commissione Controllo Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale Massimiliano Valeriani entrambe del Pd, i quali questa volta hanno preso di mira Assicurazioni di Roma, non lascia spazio a dubbi. Conferma ed evidenzia sempre di società comunale a totale capitale pubblico.

Ecco, secondo i due consiglieri opposizione, i fatti che inchioderebbero la gestione di questo importante asset di Roma Capitale. Tanto per cominciare l’indicato direttore generale Olivari, non è mai approdato in azienda, perché la sua nomina è stata bocciata dall’ISVAP (istituto per la sorveglianza sulle Assicurazioni private e di interesse collettivo), che l’ha giudicato non idoneo, valutazione a suo tempo sostenuta dallo stesso Valeriani.

Nel frattempo Cardia, il presidente del C.d.A. ha ritenuto necessario, per le sorti dell’azienda, riconfermare l’incarico a Bianco, vecchio direttore generale, con un contratto a tempo determinato fino all’insediamento di un nuovo Direttore, «evitando così conseguenze pregiudizievoli per la compagnia». «Peccato – denunciano in una nota i due consiglieri del Pd – che a Bianco, era stata precedentemente accordata una consulenza per ulteriori due anni, per affiancare Olivari visto la sua poca esperienza nel settore».

Così oggi Assicurazioni di Roma ha e paga un direttore generale e il suo tutor. «Una sola cosa è certa. Si stanno usando i soldi delle Casse Comunali per rimpinguare quelli di “esperti, consulenti e direttori”, con cifre astronomiche». Infatti lo stipendio previsto per il nuovo Direttore generale, infatti, ammonta a 235.000 euro oltre agli immancabili benefit.

Anzi in proposito Valeriani e Coratti si chiedono quante auto blu siano in uso ad AdiR. Ma si chiedono soprattutto a cosa serva ancora la consulenza quale tutor del vecchio direttore per l’affiancamento di quello nuovo, visto che il nuovo direttore dovrebbe aver tutti i requisiti per guidare una compagnia di assicurazioni. E ancora, come è possibile che un consigliere di amministrazione sia assunto come dirigente a tempo determinato pagato con «lauti emolumenti, per occuparsi di materie come la ‘riassicurazione’ che dovranno essere riapprovate poi dal consiglio d’amministrazione stesso». Già, appare quantomeno una spesa incomprensibile. Coratti e Valeriani non esitano a definire quanto accaduto, una «leggerezza» con la quale il Presidente starebbe e avanzano dubbi operando «sulle capacità del consiglio di seguitare a gestire una compagnia ancora sana» in assenza di un qualsiasi controllo da parte del Comune di Roma.

Insomma i due dubitano della scelta di questi amministratori, nominati dal sindaco e lanciano l’allarme «poiché altre potrebbero essere le decisioni prese in autonomia e grosse e colpevoli potrebbero essere le responsabilità, le ricadute sui bilanci e le relative carenze di qualità nei servizi che AdiR presta alla città. Seguiteremo, concludono Valeriani e Coratti, a tenere sotto controllo questa azienda che vive con fondi pubblici dei quali bisogna rispondere ai cittadini».