Pantano bilancio. Elezioni subito via di fuga

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I Radicali mettono il dito sulla piaga della trasparenza dei fondi al Campidoglio. Riccardo Magi, segretario dei Radicali di Roma, a ridosso dell'approvazione del bilancio di previsione 2012, aveva già chiesto al presidente del Consiglio di Roma Capitale e al sindaco Gianni Alemanno trasparenza sui fondi per il funzionamento dei gruppi, e ieri ha alzato il tiro chiedendo trasparenza anche sull'entità dei fondi erogati e sulle attività finanziate dall'ufficio del consiglio e dal gabinetto del sindaco «ad esempio pubblicando online la rendicontazione che sicuramente sarà già in possesso degli uffici».

Per Magi la richiesta non può che essere accolta alla luce delle notizie di stampa sul meccanismo della "manovra d'aula" e delle ingenti cifre che negli anni passati, in occasione dell'approvazione del bilancio, sono state spostate proprio sull'ufficio del consiglio e sul gabinetto del sindaco con l'emendamento della giunta. E non si tratta di spiccioli, ma di milioni.

Purtroppo, sia detto con voluta ironia, la richiesta dei radicali, che sono stati i primi ad indicare gli sprechi della Pisana, pur non rifiutando i 400.000 di spettanza in questi anni al loro gruppo consiliare, «usati» ha sottolineato il capogruppo Rossodivita «solo per attività politica», cade proprio in un momentaccio, perché ormai il bilancio è completamente impantanato e per di più l'ignoto grava sulla convocazione delle commissioni, fra le quali quella Patrimonio, che supportano il lavoro d'aula.

Intanto si rincorrono le voci riguardo a un voto anticipato sia al Comune che alla Regione, soluzione che offrirebbe una via d'uscita dall'impasse e dagli scandali sia per Gianni Alemanno che per Renata Polverini che nel frattempo pare licenzierà ben cinque dei suoi assessori, visto che è ancora in carica a tutti gli effetti. Ma vendette a parte, la ancora per poco presidente della Regione può contare sulla sua Fondazione Città Nuove, che è pur sempre una formazione politica e una macchina elettorale sempre pronta all'uso. Gianni invece per ora fa lo sbarazzino scimmiottando l'antipolitica e il baldanzoso giovanilismo di Matteo Renzi.

Le voci parlano di elezioni a febbraio che rappresentano un anticipo di poco conto ma che consentono di celebrare le regionali indipendentemente dalle politiche come prevede la legge. Ma c'è chi già fiuta le elezioni di Babbo Natale agli inizi di dicembre. A ben vedere non è una ipotesi così assurda. A quel punto anche Roma potrebbe ritornare al voto. Quale migliore occasione infatti che la mancata approvazione del Bilancio comunale, il successivo commissariamento ed il ricorso alle urne? Grande è il disordine sotto i cieli e pertanto la situazione potrebbe essere eccellente per la fuga di Gianni ormai proteso ad altre prestigiose mete dal Colle del Campidoglio a Montecitorio.

gl