Ultima occasione per firmare gli otto referendum

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C’entrano i referendum di RomaSìMuove con quanto sta succedendo nel Lazio? C’entrano e come. Il terremoto che ha scosso la Regione, e che rischia di investire gli altri livelli amministrativi, deriva dalla degenerazione di un sistema di rappresentanza che è finito per diventare un mestiere, perdendo di vista gli interessi della collettività.

Con gli otto quesiti referendari abbiamo voluto innanzitutto dare un’indicazione sul metodo: i cittadini possono riprendersi direttamente la parola, senza il filtro di partiti che non li rappresentano più, utilizzando il più genuino strumento di democrazia diretta. Poi abbiamo individuato i problemi più gravi per la città, la cui soluzione dovrebbe essere a cuore a chi la governa, che invece sembra distratto da altro. Abbiamo ridato agli elettori il diritto di decidere.

Se raggiungeremo le 50.000 firme previste dal regolamento, insieme alle elezioni per la scelta degli uomini, per la prima volta potremo decidere sul programma, non in maniera generica ma con un atto impegnativo. E la campagna elettorale non si potrà ocupare solo della compravendita delle preferenze ma dovrà tener conto dei temi, perché su questi gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi. Urbanistica, mobilità, rifiuti, diritti delle persone, ambiente, azzeramento della spartizione partitocratrica. Per riconquistare il diritto ad esprimersi basta mettere otto firme e ognuno si conquisterà il proprio pezzetto di potere decisionale. I candidati sindaci non potranno evitare di confrontarsi, il sindaco sarà vincolato dalla volontà popolare, in maniera chiara, non generica.

La risposta delle persone al nostro appello è entusiastica, quando sono informati, quando vedono i nostri tavoli, si accalcano a firmare, a chiedere, a discutere. Il numero di chi firma è aumentato giorno per giorno, sono aumentati i volontari, i punti di raccolta. Si sente la voglia di cambiamento delle regole del gioco, la pulizia della politica passa, oggi, proprio attraverso questa iniziativa. Ora però mancano veramente pochi giorni: il 5 ottobre bisognerà depositare le firme, ordinate, pulite, contate. C’è ancora un grande lavoro da fare. È per questo che rinnoviamo l’appello. Chi non ha firmato può farlo in tutte le sedi di municipio o ai tavoli, la cui ubicazione è segnalata ogni giorno sul sito www.romasimuove. it. Chi ha già firmato deve avvertire amici, parenti, conoscenti. I giorni che restano si contano sulle dita di una mano.

Umberto Croppi
Coordinatore comitato

Romasìmuove