Vendette e veleni, continua la faida nel Pdl

0
24

Tristezza e rabbia. Sono queste le sensazioni che si provano assistendo a quello che accade in questi giorni nella politica regionale. La Polverini utilizza gli ultimi minuti prima di inviare al presidente Abbruzzese la sua lettera di dimissioni “per fare baldoria”.

Più che un governo regionale sembrano una classe di liceo in gita perché mancano cento giorni all’esame di maturità. Come in quelle circostanze si cerca l’occasione per fare scherzi antipatici ai compagni con i quali non hai mai legato. Cosi la Presidente ieri ha tagliato 5 assessori non perché abbiano lavorato meno o peggio degli altri, ma solo perché appartengono ad una determinata corrente o banda del PDL.

I trombati sono gli assessori Angela Birindelli (delega all'Agricoltura affidata a Pietro Di Paolo), Marco Mattei (delega all'Ambiente affidata a Giuseppe Cangemi), Stefano Zappalà (delega al Turismo affidata a Fabiana Santini), Francesco Lollobrigida (delega ai Trasporti affidata a Luca Malcotti), Gabriella Sentinelli (delega all'Istruzione affidata a Mariella Zezza).

La stessa, spavalda presidente ha colto l’occasione di un atto dovuto, come la proroga dei direttori regionali per inserire altre due nomine prettamente dovute a motivazioni politiche e sulle quali il TAR aveva già dato parere negativo.

Non bastasse questo a gettare discredito sulla Regione, il rompete le righe ordinato dalla Polverini, ha creato una guerra di quartiere tutti contro tutti. I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti: il Sindaco di Viterbo Giulio Marini e l’assessore regionale Birindelli indagati e il commissario dell’Arsial che, a sua volta, nega di essere indagato per aver favorito aziende viterbesi nel realizzare lo stand della Regione a Vinitaly.

Per chi ha seguito le vicende in questi giorni, è facile capire che queste indagini sono frutto dei colloqui che i magistrati hanno avuto con l’ormai celebre Fiorito o con Francesco Battistoni. Qualche giorno fa la faida aveva toccato il Commissario dell’Ipab sant’Alessio Donato Robilotta ex assessore con Storace e padre dello statuto regionale, non confermato dalla barricadera Presidente perché aveva assegnato un appartamento a Via Margutta proprio a Franco Fiorito. Su Facebook Robilotta dice di aver ricevuto segnali di solidarietà solo dai socialisti e da qualche parlamentare PDL.

Si finisce con la pubblicazione delle foto della Polverini che insieme ad altre persone viene accompagnata a Ponza da due imbarcazioni della Guardia di Finanza per assistere ad uno spettacolo. Ora due considerazioni. La prima è che i potenti paiono non avere più ritegno. Si può immaginare che la difesa della Polverini sarà: «Avevo fretta, venivo da impegni istituzionali ed anche a Ponza andavo in rappresentanza della Regione». La risposta potrebbe essere più o meno: «Chi se ne frega! Fai come fanno gli altri che la benzina delle veloci barche della GDF le paghiamo noi». La seconda amara considerazione è che la repentina quanto inattesa comparsa di queste foto, molto probabilmente, è dovuta a fuoco amico. Purtroppo, al momento, non esistono segnali che questo schifo possa finire a breve, anzi!

Barney