Gianni, il sindaco che non ama i cortei

0
35

«Ho parlato con il ministro Cancellieri e l'ho sollecitata a giungere ad una conclusione rapidamente perché sta arrivando un autunno molto difficile in cui bisogna contemperare il diritto a manifestare con quello dei romani a vivere e circolare». Ha perfettamente ragione il sindaco, soprattutto quando accenna al diritto di vivere, che è esattamente quello che chiedono da mesi i manifestanti, dall'Alcoa ai precari, da Almaviva ai dipendenti della funzione pubblica, che non sono solo manifestanti ma popolo, quel popolo che viene grassato a Roma e nel Lazio, e non solo, dagli scandali, dalle ruberie e dalle mazzette della politica.

Perché la richiesta di Alemanno, che è poi come vuotare il mare con un secchiello, è una vecchia fissa che il sindaco va agitando da anni per ingraziarsi gli automobilisti (che sono popolo anch'essi) vessati da ben altri e quotidiani problemi di una città impazzita. Cominci il sindaco a risolvere almeno alcuni problemi di viabilità, a far funzionare il trasporto locale su superficie e sotterraneo che, con ritardi, disguidi, insufficienza di mezzi attanaglia la quotidianità e divora il tempo di tanti lavoratori che magari lascerebbero la macchina a casa con quello che costa la benzina. Pensi meno alle poltrone nelle municipalizzate per i manager amici e verifichi invece come lavorano e se quei posti di comando li meritino. Se poi volesse fare uno sforzo, ma lo sappiamo, ben lontano dalla sua cultura di caccia ai lavavetri ed ai negri ambulanti, solidarizzi con chi vuol sopravvivere e manifesta anziché tagliare per prima cosa nel bilancio le spese sociali. Allora forse, troverà il modo di governare il problema delle manifestazioni con i mezzi che pure ha a disposizione, senza scomodare la ministro dell'Interno che ha il compito di garantire l'ordine pubblico ove le manifestazioni degenerino e non quello di vietarle o regolarle secondo criteri misteriosi o cervellotici.

Roma Capitale: di questo “brand” la destra si è riempita la bocca per anni, ne ha esaltato i vantaggi sino ad oggi ben miseri in verità. E allora accetti anche che essere capitale significa ospitare i palazzi del potere che per loro natura sono oggetti di protesta. Atrimenti contro chi si dovrebbe manifestare? L'avevano detto tutti i ministri, Fornero per prima, che sarebbe stato un autunno rovente. Che non vuol dire violento come fu in altri tempi bui della nostra Repubblica, quando si bruciava e si sparava per le strade di Roma. Allora Alemanno ed i suoi, lo ricordi bene, erano fra quelli, rossi o neri, che fossero, che tumultuavano quando non sparavano.

Gianni ha la memoria corta. Manifestare è un diritto che viene ampiamente esercitato in tutte le capitali civili e democratiche e laddove viene regolato o “contemperato”, ma nella sostanza vietato, sfocia generalmente nella illegalità e qualche volta nella violenza. E poi non sono milioni di facinorosi, ma gruppi e categorie che mentre l'Italia sprofonda nell'abisso della corruzione guardano nel vuoto di un futuro senza speranza. Vediamo almeno di capirli perché oggi tocca a loro, domani potrebbe capitare a noi.

gl