Parentopoli Atac: Visconti indagato presenta dimissioni. Alemanno le respinge

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Il sindaco Gianni Alemanno ha respinto sabato scorso le dimissioni presentate da Marco Visconti, giunte dopo la pubblicazione sul Messaggero dell'intercettazione di una telefonata nella quale, parlando con il consigliere Pdl Francesco Maria Orsi, l’assessore capitolino avrebbe raccontato di aver fatto assumere la moglie all'Atac.

"Ho incontrato oggi l’assessore Visconti – ha dichiarato Alemanno – che dopo aver ribadito la sua assoluta estraneità ai fatti che gli vengono addebitati, mi ha offerto la sua disponibilità a dimettersi per evitare strumentalizzazioni politiche contro la Giunta capitolina. Ho respinto tale ipotesi perché non credo che un ottimo assessore come Marco Visconti debba dimettersi sulla base di rivelazioni giornalistiche su un indagine per la quale non ha ricevuto neppure un avviso di garanzia. Rimango convinto che le indagini e i processi si debbano compiere nelle sedi proprie e non possano essere condotti per via giornalistica. Ribadisco la mia fiducia nel lavoro della magistratura di cui attendiamo gli sviluppi».  

Visconti ha ovviamente respinto ogni accusa: "Non permetterò nella maniera più assoluta che il mio nome venga associato a quello di qualsivoglia Parentopoli. Dimostrerò la mia totale estraneità ai fatti nelle sedi opportune. Non consentirò a nessuno di infangare venti anni di onorata carriera politica sul territorio al servizio dei cittadini, per una frase di una conversazione telefonica che nei fatti non corrisponde alla realtà. In una fase delle indagini in cui non si può ipotizzare se ci sarà o meno un rinvio a giudizio, trovo inaccettabile che qualcuno già pensi di processarmi e condannarmi. Lotterò con tutte le mie forze per dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Ho piena fiducia nel lavoro dei magistrati".

L’inchiesta sulla cosiddetta parentopoli Atac vede indagati, oltre a Visconti, altre 7 persone. Si tratta di Adalberto Bertucci, Luca Masciola e Tullio Tulli, rispettivamente nelle qualità di Ad, di direttore delle risorse umane e di direttore generale di Trambus; di Antonio Marzia, Vincenzo Tosques, rispettivamente Ad e responsabile gestione personale di Metro spa (società poi confluita in Atac); Riccardo Di Luzio e Mario Marinelli, direttore delle risorse umane e direttore dell'ufficio amministrazione personale di Atac. Concorso in abuso d’ufficio il reato contestati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Francesco Dall’Olio, titolari dell’inchiesta.