Sanità privata senza contratto. A rischio 6000 posti di lavoro

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Nella sanità privata cominciano a farsi sentire per i mancati pagamenti degli stipendi di migliaia di lavoratori. Fra le strutture interessate quelle del Gruppo San Raffaele (13 strutture), l’Idi, l’ospedale San Carlo, Villa Paola di Viterbo, le case di cura Addominale dell'EUR, Villa dei Pini di Anzio e la comunità Capodarco.

Sul fronte della cassa integrazione, come fa sapere la Cisl, le richieste di cassa integrazione dei dipendenti hanno ormai superato le 1000 unità circa su tutte le strutture sanitarie, compreso il Policlinico Gemelli. Se poi i contratti in scadenza per 3500 lavoratori il 31 dicembre non dovessero essere rinnovati «si metterebbero in discussione – scrive il sindacato il raggiungimento dei LEA e la corretta fruizione da parte dei cittadini dei servizi di emergenza, come i DEA o i pronto soccorso».

Infine con la riduzione del 5 per cento sui beni e servizi, pari a 148 milioni di euro, si mettono a rischio altri 1500 lavoratori addetti alla pulizia, alla ristorazione e alla vigilanza e oltre 1000 tra infermieri e ausiliari la cui esternalizzazione è dipesa dal blocco del turn over che non permette nella Regione assunzioni da oltre sette anni.Insomma, i tagli che pesano anche sulla sanità privata che è in grado di tagliare sul personale ove vengano ridimensionate le erogazioni della Regione, possono creare un bacino di crisi per circa 6000 lavoratori senza che sia ancora chiaro come sarà possibile uscire da questa situazione.