Assunzioni Ama «preelettorali»?

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Assumere 1500 dipendenti per migliorare la raccolta differenziata? La neo direttore generale di Ama Giovanna Anelli fa la sua prima grande mossa, e decide che ben 1527 dipendenti part-time, entrati in azienda tra la gestione Veltroni e quella Alemanno, saranno stabilizzati dall'Ama con contratto a tempo indeterminato, con un costo di 25 milioni di euro l'anno, per rafforzare l'azione della municipalizzata sul fronte della raccolta differenziata.

Una decisione che ha fatto scattare in piedi i consiglieri dell'opposizione, come il presidente della commissione trasparenza Massimiliano Valeriani: «In un momento di grave crisi economica, sentita anche e soprattutto dalle aziende capitoline, Ama compresa, la stabilizzazione di 1527 dipendenti che passerebbero da part-time a tempo indeterminato, sa tanto di operazione elettorale. Non sarà per questo che Alemanno, solo una settimana fa, ha sostituito improvvisamente e inaspettatamente l’amministratore delegato dell’azienda?».

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Ma ai dubbi di Valeriani si aggiungono i sospetti del consigliere De Luca che spiega: «Tutti incominciano a capire le ragioni della inaspettata richiesta di dimissioni del dott. Cappello, per avallare le quali, il Sindaco di Roma ha dichiarato anche cose non vere, cioè, di non essere a conoscenza del contratto decennale con Cerroni, di cui aveva avuto notizia con lettera ufficiale il 26 luglio». «Il pretesto – prosegue De Luca – è la raccolta differenziata. Anche le precedenti assunzioni di 800 persone in AMA, a chiamata diretta, oggetto dell’inchiesta della magistratura, erano per la raccolta differenziata, che è stata in quattro anni e mezzo, un fallimento».

De Luca, ha chiesto in una interrogazione urgente, se il Sindaco e l’Assessore Lamanda, che aveva richiamato le aziende, compresa AMA, a rispettare il Patto di Stabilità ed il decreto Monti, fossero a conoscenza di queste nuove assunzioni e se non ritengano necessario, intervenire per sospendere il provvedimento di assunzione, visto che l’azienda ha già un enorme debito con le banche di 800 milioni e si appresta a vendere tutto il suo patrimonio alle stesse, per sopravvivere.

E in effetti tra annunci dell'azienda e i limiti dati dalla crisi ieri è intervenuta la Cgil che ha voluto precisare: «Nell’Ama lavorano 1224 lavoratori part time, che in base ad accordi sindacali stipulati negli anni precedenti e attualmente vigenti, maturano le condizioni di lavoro a tempo pieno, allo scadere dei 6 anni di anzianità. Allo stato attuale, nessun accordo è stato ancora stipulato, mentre è vero, che è in corso una complessa trattativa che partendo dal Patto per Roma concordato presso il Ministero dell’Ambiente da tutte le parti istituzionali cerca di mettere in pratica tutte le misure necessarie per far raggiungere nel prossimo triennio l’obiettivo della raccolta differenziata per la città di Roma pari al 60%.

E’ del tutto evidente per la Cgil che una qualsiasi intesa dovrà esplicitamente prevedere l’impegno da parte dell’azienda e dell’azionista di maggioranza, sulla sostenibilità finanziaria per i bilanci dell’AMA SpA per questa operazione che attraverso l’utilizzo delle risorse stanziate per la raccolta differenziata da Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente».