Processo Lampada, la versione di Gianni

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Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è arrivato ieri a palazzo di giustizia di Milano per testimoniare nel processo ad alcuni presunti esponenti del clan Valle-Lampada, che vede come imputati anche il consigliere regionale calabrese del Pdl Francesco Morelli e il giudice Vicenzo Giuseppe Giglio.

Il sindaco di Roma è stato citato come teste dalla Dda di Milano ed era già stato sentito nei mesi scorsi in fase di indagini a verbale dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari. Stando all'ordinanza di custodia cautelare del 30 novembre scorso a carico del presunto boss Giulio Lampada e di altre persone, lo stesso Lampada sarebbe stato presente ad un incontro elettorale a Roma e avrebbe conosciuto il sindaco Alemanno, tramite il consigliere Morelli.

Si ricorda che anche Cinque Giorni segnalò la notizia, riportando alcune foto che ritraevano Alemanno e Morelli in un convegno, fatto che fu citato nella maxiquerela del sindaco "perseguitato" nei nostri confronti.

Nel corso della testimonianza il sindaco ha ricostruito i suoi rapporti con Francesco Morelli, il consigliere regionale del Pdl in Calabria arrestato nell'operazione condotta dalla Dda di Milano contro la cosidetta "zona grigia" che affiancava il clan Valle-Lampada.

La conoscenza con Morelli, ha riferito Alemanno «risale agli anni '90», ma è con le elezioni del 2010 che i rapporti si intensificano. Morelli viene eletto e «voleva diventare assessore» e per questa aspirazione il Sindaco intervenne per caldeggiare Morelli al presidente Giuseppe Scopelliti appena eletto governatore della Calabria. Già allora Scopelliti avrebbe messo in guardia Alemanno parlando di «voci che lo indicavano vicino ad ambienti della criminalità organizzata», nonostante avesse le caratteristiche da un punto di vista politico.

«A quel punto – prosegue Alemanno – feci un passo indietro, congelai i rapporti con Morelli e chiesi informazioni ad una persona che era stata nei servizi segreti, poi alla protezione civile. Mi disse che non c'era nulla. Successivamente anche Scopelliti mi tranquillizzò rispetto a queste voci». A quel punto il sindaco, rassicurato, subodorò una scusa per fermare Morelli. Tanto che quest'ultimo in seguito, mostrò al sindaco una sorta di certificato penale per dimostrare la sua estraneità rispetto alle voci che giravano. Alemanno ha confermato anche che Morelli vantava rapporti in ambienti vaticani «ma non so a che livelli».

Padrino della figlia di Morelli alla cresima, Alemanno successivamente avrebbe "allentato" i rapporti con "l'amico" perchè «era invasivo, aveva attenzioni a volte eccessive, ma è un tipico atteggiamento del Sud».

Poi, su richiesta del pm Antimafia Paolo Storari, Alemanno ha indicato l'unica persona a lui nota e presente nella gabbia degli imputati, ossia Francesco Morelli. Nella gabbia ieri erano presenti anche i due presunti boss Giulio e Francesco Lampada e, tra gli altri, anche il giudice calabrese Vincenzo Giuseppe Giglio.

Infine Alemanno ha chiarito di avere un «ricordo vaghissimo» di quella serata dell'aprile 2008 al Cafè De Paris , della quale Cinque Giorni ha pubblicato le foto, «dove mi portò Morelli – ha aggiunto il sindaco- e dove disse che c'erano dei suoi amici calabresi e mi presentò a queste persone». Morelli riguardo a quella serata disse ad Alemanno «che era stata organizzata da dei giovani imprenditori emergenti, ma io in quel periodo avevo 30-40 incontri al giorno». Un vero tour de force alla media di un incontro ogni 40 minuti nelle 24 ore insonni. In queste condizioni di stress assoluto è difficile avere un ricordo nitido.

gl

 

La notizia era già stata data da Cinque Giorni già nel dicembre 2011
 


 

Sulle colonne di Cinque giorni la notizia era apparsa, per l’esattezza, lo scorso primo dicembre, corredata da foto che mostravano Alemanno e Morelli impegnati in campagna elettorale e i due in compagnia della presentatrice tv Eleonora Daniele nel corso della presentazione di un libro.
 


 

L’articolo apparso sul nostro giornale, intitolato “Alemanno e l’amico della ‘ndrangheta” ricordava il legame tra Alemanno e Morelli sin dal lontano 1993. Allora vennero contestati a Morelli i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e la rivelazione di atti giudiziari coperti da segreto.