Zingaretti: «Se ce la farò, la Regione sarà più utile»

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Le ostriche? «Non mi piacciono particolarmente». I Suv? «Uso i mezzi pubblici». Prova a scherzare (ma in realtà va già duro) sullo scandalo Lazio Nicola Zingaretti, intervistato ieri mattina all'interno della trasmissione "SuperMax" su Radio2 Rai.

Al momento la sua è la sola candidatura alla Regione Lazio effettivamente in campo e nel "deserto" provocato dagli scandali e dalla crisi dei partiti, il presidente della Provincia di Roma inizia a prendere il largo da solo nella campagna elettorale. Se il Lazio è diventato a livello nazionale il simbolo degli sprechi e del malgoverno, Zingaretti lancia la sua sfida proprio per «cambiare tutto», come aveva detto nei giorni scorsi: «Se ce la faccio vi lascerò una regione molto più bella».

Ma prima delle promesse il neo candidato traccia la sua analisi: «E' accaduto che lì è uno schifo e bisogna mandarli subito via. Lo schifo che è emerso in questi ultimi giorni – ha aggiunto – non è solo lo spreco di soldi, ma il fatto che li prendevano mentre chiudevano ospedali e servizi pubblici. E qui ci vuole una Regione che serve e che lavora».

Zingaretti ricorda i suoi trent'anni di politica e il suo passato da capogruppo al Parlamento europeo per spiegare che la sua scelta non è legata a un'idea di "carriera" politica: «Io voglio dimostrare che la politica non è tutta uguale: voglio costruire in Regione un modello di trasparenza pulizia onestà al servizio dei cittadini. Potevo fare il sindaco: era forse anche più prestigioso, ma ora è più giusto mettere la faccia sulle cose più difficili». Su questo il presidente della Provincia ha voluto precisare: «Se viene Obama a Roma penso che vada a salutare il sindaco e non il presidente della Regione, ma a me hanno insegnato da piccolo che non bisogna partire dall'interesse personale ma da ciò che è utile per la comunità».

Lo sguardo è però al futuro e agli obiettivi da conseguire in caso di una vittoria: Zingaretti vuole «dare un segnale di totale inversione di tendenza – ha spiegato in diretta – Dimezzare tutte le società della Regione. Sono tante sovrapposizioni che costano e non hanno motivo di esistere». Secondo Zingaretti inoltre «la Regione è fondamentale per la cosa più importante: il lavoro. Tantissimi euro utilizzati male che non arrivano all'obiettivo, come la formazione professionale, altra grande opportunità ». Dunque la speranza di essere vero fattore di cambiamento: «Se ce la faccio vi lascerò una regione molto più bella e utile di quella che troverò». Adesso però il nodo da sciogliere è quello della data delle elezioni.

Zingaretti sa che è la «prima grande battaglia da fare» e per spiegarlo sceglie toni fermi e argomenti concreti: «La Polverini si è dimessa da 10 giorni – è tornato a spiegare – il governo ha detto che si deve votare entro 90 giorni, e invece dicono che bisogna andare avanti così fino ad aprile: questa è una prima grande battaglia da fare».«Dicono che votare subito costa 27 milioni ma restare fermi per 6 mesi, peraltro senza consiglio, ha per i cittadini un costo enorme. In democrazia quando ci si dimette si indicono le elezioni. Ecco perchè parlo di emergenza, non ho più parole».

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