Campidoglio, spunta il nome di Alfio Marchini

0
21

Mentre Alemanno pensava di esporre lo stendardo da lui firmato per la liberazione dei marò qualcuno lavorava nell’ombra e tesseva le fila di nuove alleanze e candidature più degne della sua al Campidoglio.

Alemanno incontra la maggioranza: "Non ritirerò la candidatura in nessun caso"
 

Già la settimana scorsa ci veniva segnalato un incontro riservatissimo fra il segretario del sindaco Antonio Lucarelli e l'ex vice presidente della Regione ed esponente di primo piano dell'Udc Luciano Ciocchetti. In un primo tempo abbiamo pensato che Ciocchetti, da sempre fautore di buon vicinato con la destra tanto da occupare una posizione prestigiosa nella giunta Polverini sino all'ultimo spasmo di Renata, intendesse darsi un’occhiatina alla ricerca di un nuovo impiego. Ottima scelta, perché quando si tratta di impieghi importanti Lucarelli non manca mai.

Così soprassedemmo nel dare conto del gossip, consapevoli che i due possono incontrarsi quando e come vogliono come privati, anche se illustri cittadini. Figuriamoci, pensammo fra di noi, che gliene frega alla gente degli incontri fra Lucarelli, dai più sconosciuto, e Ciocchetti leader di un partito dal 5% dei voti. Ma ieri mattina è stato proprio il Corrierone ad aprirci gli occhi pubblicando la notizia che Alemanno, nel corso di un incontro non così tanto segreto, avrebbe offerto a Casini la candidatura al Campidoglio. Che se da un lato ci conferma nell'idea che Alemanno sia alla frutta, dall'altra arguiamo che la fase preparatoria di questo incontro, non tanto segreto, possa essere stata discussa e organizzata proprio da Antonio e Luciano.
 

Ciocchetti vuole l'ammucchiata
 

Ma se Alemanno suona le trombe dell'Udc, le campane del centrosinistra tintinnano appena appena confusamente. Ogni giorno che passa le candidature alle salvifiche primarie del 20 gennaio aumentano esponenzialmente, soprattutto dopo che Nicola Zingaretti ha mollato le ancore per la Regione.

La più coraggiosa fu l'assessore provinciale Patrizia Prestipino che si candidò Zingaretti imperans, seguì il presidente del municipio X Alessandro (detto Sandro) Medici. Poi dopo l'annuncio di Zingaretti le cataratte si sono letteralmente aperte. Auto-esclusosi Riccardi, sono spuntati l'altro assessore provinciale Smeriglio, poi il riottoso Gasbarra, poi ancora l'eurodeputato Sassoli ed altri ancora, più tutte le liste che spunteranno a breve come i funghi.
 

Campidoglio 2013, Prestipino (Pd): "Rispettatemi come un uomo"
 

Centrosinistra, Riccardi si sfila: «Sono lusingato, ma non posso»
 

Campidoglio, Sassoli lancia la sua sfida

 

L'imperativo in alcuni ambienti di sinistra rimane quello di pescare un candidato dalla società civile, quella incivile è esclusa, possibilmente vicino al mondo cattolico.

Escluso il repechage dell'ex presidente della Camera di commercio Mondello per ovvi motivi anagrafici, ecco spuntare il nome di Alfio Marchini junior. Ma chi è? Si chiederanno molti dei nostri lettori. Alfio proviene da una famiglia di costruttori ed immobiliaristi da sempre vicina alla sinistra sin dai tempi del Pci. Figlia di Alvaro è Simona Marchini, simpatica attrice, cugina del papà del giovane Alfio (Alessandro), il quale però con Simona non pare abbia avuto in passato rapporti troppo felici. Alfio senior (il nonno) e Alvaro furono gli affaristi di fiducia del Partito comunista sin dai tempi di Togliatti. Al punto che completarono e donarono al partito la sede di via delle Botteghe Oscure.

Fede comunista e fede cattolica, rapporti d'affari con il Vaticano, li chiamavano quelli di “calce e martello”. Il giovane Alfio si dice fosse amico di Massimo D'Alema ma anche legato tempo fa ai cattolici di Comunione e Liberazione e vicino pure all'Opus Dei. Nonostante il passato famigliare Alfio vanterebbe anche solidi rapporti con Casini.

Insomma, il finanziere, oltre che costruttore, nelle intenzioni di qualcuno potrebbe rappresentare un surrogato di seconda scelta del ben più noto Andrea Riccardi che oppose il gran rifiuto. Ma sono i soliti gossip… non c'è da farci caso.

Giuliano Longo