Gay Tachè, nella sinagoga il ricordo della strage

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Al Tempio Maggiore la commemorazione dell'attentato alla Sinagoga in occasione del trentennale della strage che portò al ferimento di 42 persone e alla morte del piccolo Stefano Gay Tachè.

Fra le autorità presenti alla cerimonia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il deputato Pd ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni, il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni.

«Siamo qui oggi – ha detto Pacifici nel suo discorso – per commemorare quel triste 9 ottobre di 30 anni fa, quando in seguito ad un vile attentato terroristico di matrice palestinese 42 persone furono gravemente ferite mentre stavano pregando in questa sinagoga, e un piccolo bambino di soli due anni fu ucciso dai proiettili dei terroristi. La nostra richiesta è che tutti coloro che non hanno ancora pagato per quel vile attentato, mandanti ed esecutori, possano essere finalmente processati dai Tribunali della nostra Repubblica. La nostra è una semplice richiesta di giustizia».

Pacifici confermato presidente della Comunità ebraica

Durante la commemorazione ha voluto portare il suo ricordo anche Gadiel Gaj Tachè, fratello del bimbo che ha perso la vita nell'attentato. «Sono passati 30 anni da quel 9 ottobre 1982, giorno che cambiò radicalmente la mia vita, della mia famiglia e della Comunità ebraica di Roma. Oggi sento il dovere di essere qui – ha detto commosso Gadiel Gaj Tachè – in qualità di testimone. Dal 2013, a quanto pare, il nome di Stefano Gaj Tachè sarà inserito nella lista di tutte le vittime italiane del terrorismo e questo non puo' che riempire il mio cuore di gioia e speranza».