Il fratello dello spin doctor di Alemanno in manette

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Ieri mattina a Milano è stato arrestato l'assessore regionale lombardo Domenico Zambetti e altre 20 persone, fatto normale di questi tempi ed in apparenza di scarsa rilevanza per le nostre cronache locali, se non fosse che con lui è finito in carcere anche Ambrogio Crespi, fratello dell'ex sondaggista Luigi Crespi, attuale spin dottor del sindaco di Roma Gianni Alemanno.
 

'Ndrangheta: arrestato Ambrogio Crespi
 

L'assessore è accusato di voto di scambio con la ’ndrangheta per aver comprato un pacchetto di 4.000 preferenze, decisivo per la sua elezione con 11.217 voti nelle regionali 2010, pagando 200.000 euro a un esponente della cosca calabrese «Morabito-Bruzzaniti» di Africo e a un referente del clan «Mancuso» di Palmi. Un tandem che a sua volta, oltre che all’hinterland milanese della famiglia «Barbaro-Papalia» di Platì, per la candidatura di Zambetti avrebbe attinto in parte a un bacino di preferenze nella disponibilità di Ambrogio Crespi, fratello di Luigi.

Le vicende dei fratelli Crespi sono finite altre volte sotto i riflettori della cronaca. Luigi, ad esempio, fu il sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi sino a quando se lo inimicò finendo addirittura in carcere per la bancarotta della sua società Hdc.
 

Condannato a 7 anni per bancarotta Luigi Crespi
 

Dopo di che tornò in auge come spin doctor e curatore dell'immagine dell'allora ministro Mara Carfagna, sino a quando un paio d'anni fa entrò in Campidoglio per risollevare l'immagine piuttosto cupa e sfocata di Gianni Alemanno.
 

Alemanno in picchiata tenta la carta Crespi
 

Suo fratello Ambrogio ha sempre lavorato con lui gestendo il sito "Clandestinoweb" sino a quando i due fratelli alla fine del 2009 decisero di lanciarlo come testata giornalistica che fini per chiudere la primavera dell'anno successivo. I due fratelli godevano di importanti entrature, anche in Rai, per poter ambire ad un loro spazio editoriale originale, ma fu a questo punto che incapparono il 20 aprile 2010 nell'arresto di Fabio (figlio) e Gian Gaetano Caso (padre) che nel frattempo erano entrati nella compagine editoriale de "Il Clandestino quotidiano".

L'accusa ai Caso fu allora di abusivismo bancario per oltre 200 milioni di euro, 9 milioni di euro di fatture false, 80 milioni di euro di fittizi aumenti di capitale sociale, bancarotta fraudolenta per una serie di società, tentata truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo per l'ottenimento illecito di fondi pubblici, falsità, calunnia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Gian Gaetano era stato anche l'ex editore del giornale sportivo "Dieci" e de "Il Globo".

L'arresto avvenne a seguito di una inchiesta condotta a Roma per la quale furono indagate 14 persone nell'ambito dell'operazione "Capital Watering". "Il Fatto Quotidiano" riferì allora che la società editrice de "Il Clandestino" si era intanto fusa con "Campanile Nuovo", già editoriale di Mastella, poi passata ai Caso, allo scopo di ottenere i contributi pubblici all’editoria.

Scrisse allora Ambrogio sul Clandestinoweb: «Abbiamo avuto più che una sensazione di essere stati vittime di una truffa che, tra l’altro, ha coinvolto collaboratori e giornalisti. Oggi dalla lettura delle agenzie abbiamo preso atto di uno scenario agghiacciante, al di là di qualsiasi pessimistica immaginazione. Mi auguro che la famiglia Caso possa chiarire, spiegare, giustificare, motivare e uscire da questa vicenda in modo positivo».

gl

 

(La foto di Ambrogio e Luigi Crespi è presa da clandestinoweb.it)