Edilizia in ginocchio, la rabbia dell’Acer

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Crollo degli investimenti nel settore delle opere pubbliche e riduzione drastica delle risorse destinate alla manutenzione stradale e delle scuole hanno trasformato l’edilizia da volano a cenerentola dell’economia.

E’ un grido di rabbia quello che si leva dal gotha dei costruttori romani riuniti ieri mattina all’Auditorium per l’assemblea annuale dell’Acer. A dare voce alla categoria è il presidente dell’associazione Eugenio Batelli che dal palco della sala Petrassi ha tuonato contro le istituzioni, affermando convinto che «non è questo il Paese che vogliamo».

Le cifre snocciolate dal numero uno di Acer parlano chiaro: per quanto riguarda le opere pubbliche, nel Lazio tra il 2007 e il 2011 i bandi di gara pubblicati sono diminuiti del 45%, passando da 1 miliardo e 800 milioni a 1 miliardo. Nei primi otto mesi di quest’anno l’importo dei bandi ammonta ad appena 270 milioni.

Crisi profonda anche negli investimenti di Roma Capitale per la manutenzione stradale, comparto che registra un calo del 74% con i 115 milioni del 2008 e i 30 del 2011. La stessa percentuale di riduzione interessa gli investimenti per la manutenzione delle scuole: dai 95 milioni del 2008 si è passati a 25 milioni nel 2011.

Trend negativo anche per la Provincia di Roma che, per quanto riguarda l’edilizia scolastica, in due anni ha tagliato di 50 milioni gli investimenti, precipitando dai 60 del 2010 ai 10 del 2012. La musica non cambia se si dà uno sguardo alle cifre destinate alla viabilità ridotte a 15 milioni rispetto ai 69 del 2009.

Dalla fine del 2007 a oggi tra Roma e provincia le imprese che hanno chiuso i battenti sono 2000 e nello stesso periodo hanno perso il posto di lavoro oltre 18mila operai.

Per Batelli «le Amministrazioni del nostro territorio devono prendere coscienza di questa situazione ed effettuare nei loro bilanci una sensibile riduzione della spesa corrente». Chiamati in causa, sia il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che il sindaco Gianni Alemanno non si sono sottratti alle repliche. L’inquilino di Palazzo Isimbardi ha parlato di una «rabbia giustificata che accomuna una parte larga e trasversale del Paese. E’ compito della politica assumersi le proprie responsabilità – ha affermato Zingaretti – e tentare di indicare una via di uscita credibile. Al crollo degli investimenti si risponde con l’innovazione, come abbiamo fatto noi con il progetto che ha finanziato l’installazione dei pannelli solari sugli edifici della Provincia». Dal canto suo Alemanno ha difeso l’operato della giunta puntando invece l’indice contro le forze di opposizione in Consiglio comunale «che con il loro folle ostruzionismo hanno paralizzato l’attività dell’Assemblea capitolina, impedendo l’approvazione del bilancio e, quindi, delle 41 delibere urbanistiche che giacciono in Consiglio». Ecco perché il primo cittadino ha annunciato che, se sarà rieletto, modificherà il regolamento comunale «perché nessuno si deve permettere più di paralizzare l'attività dell'assemblea».

Durante l’assemblea ha preso la parola anche Luciano Ciocchetti, assessore regionale alle Politiche del Territorio e dell’Urbanistica. Ma il suo intervento sul piano casa della Regione ha suscitato la dura reazione della platea che lo ha fischiato e, al grido di “andate a casa, buffone”, lo ha “invitato” a levare le tende da via Cristoforo Colombo. «A casa ci andremo senza dubbio – ha risposto Ciocchetti – ma spero che venga rispettato il lavoro fatto finora».

Ester Trevisan