Regionali, Ministro dell’Interno: «Nel Lazio si voti al più presto»

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Ormai la politica romana vive nell’attesa della fatidica data delle elezioni regionali o dell’election day che accorperebbe anche le comunali come sperava Gianni Alemanno. A dicembre come vorrebbe la sinistra? Più in là, molto più in là come vorrebbe la destra per riorganizzarsi? Anche se la dichiarazione del ministro dell’interno Annamaria Cancellieri che pubblichiamo in pagina, lascia poche speranze di allungare il brodo dei tempi elettorali.

La decisione è sempre nelle mani di Renata Polverini mentre non si escludono altri blitz delle fiamme gialle alla Pisana. Intanto il lavorio dei partiti prosegue. Ad esempio Nicola Zingaretti ha trovato già un accordo per le regionali con l’Api di Rutelli che ha lasciato i centristi, ma le notizie più interessanti vengono da destra. Che il senatore Andrea Augello sia un grande tessitore di trame ma soprattutto un abile mediatore fra le componenti ex aennine del Pdl (alemanniani, rampelliani ed ovviamente augelliani) è cosa nota, tanto che venerdì se ne era uscito allo scoperto già prefigurando un fronte di alleanze elettorali. «Dobbiamo andare con un simbolo nuovo alle elezioni regionali del Lazio» diceva venerdì nel corso di un dibattito negli studi televisivi dell'Adnkronos. Un simbolo che «dia un segno di discontinuità. Non credo – ha aggiunto- che raccoglierà tutte le forze che si muovono nell'area di una possibile coalizione» ma potrebbe (il simbolo) essere affiancato da quello di Storace, da quello della Polverini e forse anche da una lista civica del presidente».

L'ipotesi di tale schieramento, condito da qualche rimprovero a Renata Polverini per non aver esercitato un sufficiente controllo su quanto avveniva alla Pisana, non ha certamente suscitato l'entusiasmo degli interessati, per primo Francesco Storace per il quale le dichiarazioni di Augello sono interessanti «ma hanno il limite di pensare che, simbolo o no, il Pdl sia il soggetto che decide nel Lazio» tanto più che nemmeno ad oggi, fra i tanti che si sono proposti, si delinea a destra il nome di un candidato.

Intanto Daniela Santanchè, del corso della trasmissione su YouTube KlausCondicio, alla domanda di Klaus Davi se la Polverini fa parte del progetto del nuovo Pdl ha risposto piuttosto ruvidamente: «Basta mantenuti dagli italiani, ci vuole gente nuova, non vogliamo più nessuno che non abbia un reddito, almeno una gocciolina di sudore sulla fronte, che abbia il contatto col Paese reale». E pensare che appena tre anni fa i complimenti di Daniela alla novità politica rappresentata da Renata grondavano da tutti i media.

Insomma se nel Pdl non pare ci sia molta trippa per la Polverini che sembrerebbe virare decisamente al centro, chi invece si dà un sacco da fare è il nostro sindaco Gianni Alemanno. Risollevato il morale con la dipartita di Zingaretti si sta organizzando alla grande per la tornata elettorale che potrebbe anche essere più prossima di quanto si pensi. Così ha radunato sabato i suoi di Rete Attiva con un manifesto assolutamente di sapore elettorale per un Workshop presso il Tempio di Adriano in piazza di Pietra.

Workshop o no Gianni Alemanno ha sotto gli occhi risultati dei sondaggi che lo danno ben al di sotto del 30% di alcune settimane fa e con un indice di gradimento del 2% che è la metà di quello pur spaventoso di tutte le forze politiche. Non è quindi affatto peregrina l'ipotesi adombrata venerdì da Francesco Storace sul Giornale D'Italia on line secondo la quale gira voce sempre più insistente che il sindaco si dimetterà entro fine mese per addossare all'opposizione la responsabilità di quanto accade: «Bloccano il bilancio e gli investimenti, sciolgo il consiglio e la prima riforma sarà quella del regolamento contro l'ostruzionismo» avrebbe detto. Ma qualcuno, si parla di influenti senatori in carica (con evidente riferimento ad Augello), da venerdì sera sta tentando di far riflettere il sindaco sul clamoroso autogol che rischia, perché l'approvazione del bilancio a ottobre ce l'ha portata lui.

Giuliano Longo