«A Roma consultori sempre a rischio chiusura»

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La presidente della Consulta dei Consultori di Roma Giuseppina Adorno lancia l'allarme: «La situazione dei consultori di Roma è sempre più precaria. Continuano a determinarsi situazioni a rischio chiusura per molti consultori e, considerando che già negli ultimi anni il loro numero e quello degli operatori si è sensibilmente ridotto, la situazione è davvero molto grave per la salute della donna e della coppia».

Un allarme non nuovo quello dell’”abbandono” dei consultori da parte delle Asl, ma che torna fortemente d'attualità dopo le lusinghiere affermazioni prodotte dal rapporto annuale del ministro della sanità Balduzzi sulle interruzioni di gravidanza in Italia. Come spiega la Consulta, il rischio chiusura continua «nonostante la validità del modello d'intervento consultoriale sia ogni anno ribadita dai rapporti sull'andamento delle Interruzioni Volontarie della Gravidanza che i ministri alla sanità sono tenuti a presentare al Parlamento – spiega -. Ho pubblicato sul blog della Consulta un commento all'ultimo rapporto del ministro Balduzzi che forse più dei suoi predecessori mette in relazione la presenza e l'intervento dei consultori con il calo costante del numero delle IVG e ne apprezza la metodologia di intervento».

A Roma infatti, come spiegano dal blog della Consulta si rincorrono le voci chiusure dei centri, che per definizione devono essere diffusi capilarmente sul territorio per poter validamente offrire servizi: «Qualche mese fa ha riguardato i consultori di via Casilina e di via Spencer nella Roma C, poi quelli di piazza dei Mirti e via Rubelia della Roma B, le sedi dei CCFF di piazza Castellani, di via Salaria e di via Atto Tigri della Roma A, e adesso c'è grande fermento per la chiusura annunciata di via Manfredonia, presidio consultoriale frequentatissimo, nel quale si effettuano anche le vaccinazioni obbligatorie ai bambini. Per i cittadini di un quartiere come Quarticciolo perdere il consultorio di zona significherebbe non avere nessun riferimento ed essere costretti a spostarsi in località distanti e difficilmente raggiungibili».

Nella Capitale, riferisce ancora Giuseppina Adorno, «ci sono 50 consultori sulla carta, ma di questi un paio hanno già chiuso e molti altri rischiano di chiudere sia per la carenza di personale, causata dal blocco del turnover, sia per politiche sanitarie non attente. In questo periodo sembra quasi che l'obiettivo delle Asl sia quello di farne sopravvivere uno ogni distretto e questo è un progetto sciagurato per la salute delle donne». La presidente della Consulta aggiunge quindi che «spesso, erroneamente, si associano i termini consultori e aborti, mentre è certificato che dove ci sono consultori gli aborti sono di meno. Inoltre i consultori fanno opera di prevenzione, vaccinazioni e promozione della salute a tutti livelli e soprattutto a costi più bassi. Non si comprende quindi perchè in un momento di crisi non vengano difesi».

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