Pd: «Bilancio in ritardo e inadeguato»

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Un bilancio che, ad anno ormai finito, non è stato ancora approvato ma che, secondo l’opposizione, si preannuncia come un insieme di maggiori tagli e più tasse, minori investimenti su sociale e salute e che mostra, politicamente, un Campidoglio che non riesce a far valere lo status di Roma Capitale a favore dei cittadini. E' quanto ha evidenziato ieri in una conferenza stampa il capogruppo del Pd Umberto Marroni che ha spiegato: «La discussione sul bilancio si è impantata in aula perchè Alemanno non ha una maggioranza che lo sostiene» E aggiunge: «Il sindaco vuole usare il bilancio e il rischio commissariamento per andare via dal Campidoglio. E' talmente incredibile quello che sta avvenendo sulla manovra che viene spontaneo pensare che al sindaco faccia comodo la non approvazione del bilancio per scappare dal Campidoglio. Per questo parla solo di elezioni».

Solo queste affermazioni danno l'idea di come l'amministrazione Alemanno ha trattato e tratti la città e i suoi abitanti. Oltre ai disservizi continui e quotidiani che sono sotto gli occhi di tutti, ce n'è uno che racconta, nel 2012, di una capitale sostanzialmente senza governo delle sue finanze. Come ha mostrato il Pd, dati alla mano, il bilancio di previsione (quel documento con cui si individuano e programmano gli interventi per il corso dell'anno) non è stato ancora approvato, mentre negli scorsi anni era pronto già nei mesi di marzo (nel 2009) o di luglio (come nel 2010 e 2011). Al tempo stesso il bilancio consuntivo (quel documento con cui si definiscono le spese dell'Amministrazione) veniva approvato ora il 5 agosto (nel 2009), ora il primo dicembre (nel 2010), ora il 20 novembre (nel 2011). Il fatto è che, giunti a metà di ottobre 2012 la capitale d'Italia non possiede ancora nè un bilancio preventivo, nè il documento conclusivo.

I Democratici sottolineano la gravità dell'anomalia e lanciano l'allarme per il fatto che «anche quest'anno Roma è obbligata a una gestione per dodicesimi» vale a dire, come recita la legge; «Gli enti locali possono effettuare per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente a un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi». In pratica significa non poter intervenire tempestivamente sulle necessità fondamentali come riparazione delle strade o problematiche relative alle scuole, con i municipi a essere colpiti ancora più dell'amministrazione comunale.

I Democratici hanno denunciato inoltre che la gestione "per dodicesimi" comporta una serie di veri e propri tagli di spesa: «Ogni mese di ritardo – hanno spiegato – nella presentazione del bilancio di previsione, incide sulla spesa corrente con una diminuzione che oscilla fra l’1,5% e il 2%: tutti tagli occulti che si applicano al bilancio senza essere denunciati».

Mentre a Roma la tassa sui rifiuti è cresciuta del 50 per cento in cinque anni («senza raggiungere gli obiettivi previsti») e solo per il 2012 si prevede un rialzo del 2,5%, mentre si paga l'Imu sulla seconda casa più alta d'Italia e sale anche l'addizionale comunale Irpef, il sindaco Alemanno prepara un bilancio fatto di tagli (8,4 milioni alla manutenzione e 3,5 alla centrale acquisti) con il sociale che avrà 13 milioni in meno a fronte di altrettanti soldi spostati sulla mobilità (13 milioni per il lodo arbitrale Tevere Tpl) e i municipi con tagli per oltre tre milioni.

Il Pd ha lanciato anche alcune proposte, come la maggiorazione dei fondi per l'emergenza abitativa, i servizi sociali («dare altri 5 milioni») e il diritto allo studio. Insieme alla richiesta di una spending review per le società comunali e la riduzione delle consulenze nelle aziende e degli incarichi esterni.

Francesco Unali