Regione, i bandi “fuori tempo massimo” del plurinominato Marra

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Ieri il consigliere del Pd Enzo Foschi segnalava che il 12 ottobre è stato pubblicato sul sito interno destinato ai dipendenti regionali un avviso per il conferimento dell’incarico di direzione dell’Area coordinamento dei rapporti con le società regionali. I dirigenti regionali interessati all’incarico, si legge nell’avviso, in possesso dei requisiti indicati dovranno inviare al direttore della Direzione “Organizzazione, Personale e Demanio e Patrimonio” la loro candidatura.

Beccato!”, sembra dire Foschi, perché chi non ha questi requisiti è proprio il direttore che ha emanato il bando, Raffaele Marra, che per ben due volte si è visto annullare la nomina dal Tar. Tanto che Renata Polverini ha dovuto nominarlo direttore in regime di prorogatio, che in soldoni vuol dire: sino alla nuova Giunta che uscirà dalle elezioni.

Il curriculum e le opere di Marra sono estremamente ricche ed interessanti per il vorticoso cambio di mansioni e competenze soprattutto negli ultimi anni. Infatti l’ ex ufficiale della Guardia di Finanza, nato nel '72, proviene da quella fucina di menti e manager amici di Alemanno quale fu l'UNIRE (ente per la promozione delle razze equine) allora governato dal fedelissimo Panzironi ex Ad dell'Ama (ma ancora influente sulla municipalizzata dopo il recente cambio della guardia ai vertici) nel periodo in cui Alemanno fu ministro dell'Agricoltura dal 2001 al 2006. Inizialmente come portaborse del ministro per poi dirigere l'importantissima area galoppo.

Con la vittoria di Gianni nella primavera del 2008 Raffaele passa dall'ippica alla direzione delle politiche abitative del Campidoglio con il modesto emolumento di 118.000 euro annui. Dopo essersi anche occupato dei famigerati residence per sfrattati e senza tetto, proprio quando si vanno infittendo le polemiche su costi e assegnazioni, improvvisamente lascia quella direzione e nella primavera del 2010 si trasferisce quale consulente in Rai al controllo gestionale, alle dirette dipendenze dell'allora direttore generale Mauro Masi e con il placet del consigliere di centrodestra Angelo Maria Petroni. Incarico nel quale non deve aver brillato gran chè, se dopo poco tempo gli viene suggerito di cambiare area previo il solito contenzioso con l'azienda sulla buonuscita.

Infine un anno e mezzo fa viene chiamato da Renata Polverini alla direzione del personale in Regione con uno stipendio di 155.000 euro annui. Scoppia la crisi e Renata Polverini dà le dimissioni cacciando cinque dei suoi assessori, questo non le impedisce di conferire incarichi compresi quelli che erano già stati annullati dal Tar, ovvero quello all’avvocato Giuliano Bologna e quello di Raffaele Marra. Esempio luminoso di quanto potrà ancora accadere, in fatto di nomine nelle piena discrezionalità della presidente, di qui alla data delle elezioni che la destra intende svolgere il più tardi possibile, Renata Polverini ha giustificato la sua decisione «esclusivamente nell’ottica di garantire la continuità dell’azione amministrativa in via ordinaria». Per di più affermando che «i direttori regionali sono i figure che decadono automaticamente con l’avvio della nuova legislatura». Che è un po’ come dire: «Requisiti o no tanto questi rimangono ancora per pochi mesi».

Il fatto è che Marra, secondo indiscrezioni giornalistiche, viene inscritto in quello che è stato definito «il cerchio magico» di Renata, ovvero quei tre o quattro che oggi in Regione contano davvero e che con la prossima legislatura regionale, statene certi, con ricorsi o senza, verranno lautamente compensati con ricche liquidazioni. Un meritato premio di fedeltà per chi, come Marra, in soli quattro anni ha ricoperto ben tre incarichi con relative indennità di fine rapporto per dirigenti. Ma chi dice che il lavoro manca? Basta affiliarsi con fedeltà al carro giusto.

Giuliano Longo