Formazione, spiragli di trasparenza

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Qualche giorno fa avevamo sollevato su Cinque Giorni vari interrogativi riguardo la scarsa trasparenza nelle procedure per l’istituzione l’Albo degli Operatori della Formazione Professionale promosso dal Dipartimento Attività Economiche e Produttive – Formazione e Lavoro.

L'Assessore Davide Bordoni, pur potendo procedere alle assunzioni per chiamata diretta, a luglio di quest'anno aveva preferito lanciare un avviso pubblico, a cui avevano risposto migliaia di candidati (di cui circa 5000 aspiranti segretari e bidelli). Ma ciò non l'aveva messo al riparo dalle contestazioni: infatti ai colloqui con la commissione era stata ammessa solo una minima parte dei candidati, selezionati sulla base di titoli dichiarati in autocertificazione. E il voto finale non dava modo di distinguere il punteggio ottenuto dai titoli realmente posseduti da quello attribuito dalla commissione.

Tutto questo, unito ad alcuni notevoli "salti" nella graduatoria, all'indietro ma soprattutto in avanti, aveva spinto le R.S.U. CGIL della F.P. Roma Capitale a scrivere a Bordoni chiedendo di fare chiarezza.

Adesso sul sito del Dipartimento è apparso un avviso in cui l'Amministrazione comunica che «al fine di garantire la massima trasparenza nell’attività di valutazione, procederà, in contraddittorio con i candidati che ne faranno richiesta, al riesame della documentazione presentata e del punteggio assegnato». E la comunicazione sarà inviata a tutti i candidati che hanno sostenuto il colloquio.

Certo, dispiace per quelli che sono stati comunque esclusi dall'esame davanti alla commissione e quindi dalla graduatoria, che magari ne avevano più diritto di tanti altri che hanno dichiarato titoli non posseduti. Però è comunque un passo avanti nella direzione della trasparenza. E ne siamo un po’ fieri anche noi.

Maat