Nel Lazio disoccupazione al 10%. Sabato Cgil manifesta per il lavoro

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Lazio fa rima con disoccupazione, disoccupazione con protesta, come quella nazionale che la Cgil sta preparando per il prossimo 20 ottobre a Roma in piazza san Giovanni, con in arrivo 800 pullman e almeno 30mila persone.

I dati mostrano un quadro sempre nero e nel nostro territorio, secondo i dati forniti ieri dalla Cgil Roma e Lazio, si è arrivati a un totale di 251mila disoccupati nella nostra Regione, pari a un livello congiunturale del 10%. Nel 2007, prima dell'inizio della crisi, il livello si attestava appena al 6,4. Nel Lazio diminuisce il lavoro a tempo pieno e la riconferma nei contratti a termine diventa una chimera per sempre più lavoratori. Sono i precari poi l'altro termometro delle difficoltà generali: nel Lazio sono passati dagli oltre 311 mila del 2007 ai 217.797 del 2011.

Anche il lavoro a tempo pieno diminuisce negli anni di crisi, con un aumento di quello parziale dal 14,9 al 17,8 nello stesso quadriennio. «I dati ci consegnano una situazione drammatica di fronte a cui è necessario reagire- ha detto Di Berardino- per questo aderiamo alla manifestazione di sabato a San Giovanni organizzato dalla Cgil nazionale. Abbiamo bisogno di rimettere insieme tutte le crisi, dai cassaintegrati, ai precari, ai disoccupati per chiedere al governo di cambiare la sua agenda. Lo stesso chiediamo alle istituzioni locali, quelle del futuro, visto che quelle attuali sono dimissionarie o in vicinanza del voto».

A fronte di tutto questo, la situazione del lavoro a Roma e nel Lazio vede il continuo peggioramento della situazione anche nel terziario, che finora aveva resistito, che sta entrando nel pieno della sua crisi. Nel corso della conferenza stampa realizzata insieme all'associazione "Sbilanciamoci", la Cgil ha mostrato anche i possibili effetti della legge di stabilità sulle famiglie romane, fornendo un'impressione chiara: «C'è una scelta ben precisa – ha detto il segretario della Cgil di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino – Con la legge di stabilità con una mano il governo prova a dare, ma con l'altra prende più di quanto dà».

Secondo il sindacato infatti, nei prossimi tre anni le famiglie della capitale pagheranno in media la riforma 769 euro, e quelle del Lazio 674, ovvero 350 per ogni cittadino di Roma e 293 per tutti gli altri. A luglio poi scatterà l'aumento dell'Iva. Un aumento, hanno sottolineato, non alleggerito dalla diminuzione di un punto due aliquote Irpef minori (23 e 27%) con un beneficio massimo di 280 euro a persona nel caso in cui il reddito lordo annuale sia di almeno 28.000 euro. La riduzione Irpef non riguarderà i contribuenti con reddito inferiore ai 7.500 euro.