«Editoria sociale modello culturale ed economico»

0
36

La quarta giornata del Salone dell'editoria sociale si è aperta ieri con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «E' evidente l'importanza del tema trattato nel frangente della crisi economica in atto. Tra di essi in particolare il rilancio dell'occupazione, il tema dell'integrazione degli immigrati in un quadro di reciproco rispetto, e l'affermazione pur nel frangente del risanamento della finanza pubblica di quei principi di solidarietà e di pari opportunità sanciti dalla nostra Costituzione. Per tornare a crescere occorre mobilitare idee, forze, energie e competenze a tutti i livelli, pubblico e privato. Con la certezza che le riflessioni porteranno un contributo importante sul tema della coesione sociale e sullo sviluppo del nostro Paese rivolgo a tutti voi un augurio di buon lavoro».

Ha preso quindi la parola il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che poco prima si era intrattenuto a parlare con gli espositori nei vari stand allestiti presso lo spazio di Porta Futuro in via Galvani 106 a Testaccio, dove tra i libri esposti colpiva il manuale della buona politica. Zingaretti, ha tenuto a sottolineare che questa quarta edizione dell'editoria sociale «è molto importante per noi perchè porterà in questo luogo migliaia di persone e questa importanza risiede proprio nei due termini “sociale” ed “editoria”.

Sociale perchè viviamo in un momento in cui ha vinto un messaggio ed una cultura che dice: “l'importante è pensare solo a se stessi, fregarsene degli altri, pensare ad arrivare primi e se qualcuno cade chi se ne frega e si può vivere meglio se con una bona dose di egoismo uno può risolvere solo i suoi problemi. Questa versione culturale che è presente e che ci si propone anche nelle forma più subdola, come in quelle trasmissioni quali l' “Isola dei famosi” o il “Grande fratello” dove sembrano tutti amici e invece poi lo scopo finale è di fregare quello col quale sembravi collaborare. Non è vero che questo è un modello vincente, perchè ci sta sempre il momento in cui capita a tutti un problema che non ti consente di non riuscire a farcela da solo. Ci sta quindi un’altra cultura molto più forte efficace e civile: è chiaro che ognuno di noi vuole arrivare, ma non di certo nel modo in cui “se uno mi calpesta non mi rialzo più”. Con l'impegno sociale nel mio lavoro aiuto non solo me stesso ma anche gli altri».

Passando al secondo tema, quello dell'editoria, secondo Zingaretti «il sociale non è solo carità, marginalità e buonismo ma produce anche ricchezza. Le case editrici che espongono qui producono libri e valori che dimostrano come possa esserci anche un nuovo modello economico. L'egoismo sociale ha prodotto una piccolissima fascia di super ricchi sotto alla quale ci sta una grossa fascia in difficoltà».

Zingaretti conclude il suo intervento portando un esempio concreto: «Tra poco verrà presentato un libro su Caponnetto che dimostra come l'editoria sociale può mettere su un libro che rilancia i valori e le idee di come uniti tutti assieme si possa vincere la mafia con l'etica e il comportamento. Lavori veri e non assistiti fondati non sul malaffare e la raccomandazione ma sul merito di chi scommette e senza paura affronta in futuro. Qui c'è un bel pezzo d'Italia che dimostra come con un impegno civile si vive meglio e si produce ricchezza: per vivere abbiamo bisogno non solo della pasta e del cibo ma anche di valori che ci permettono di essere sempre degli esseri umani e non delle bestie».

Silvio Talarico