Silenzio sulle elezioni, Renata comanda ancora

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Dopo la lettera di Renata Polverini al presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mario Abbruzzese che chiedeva addirittura la convocazione dell'assemblea alla Pisana per modificare il numero dei consiglieri da 70 a 50 per poi procedere al voto, è calato un inquietante silenzio sulla data delle elezioni. Inquietante per chi le vorrebbe subito, e non solo a sinistra, perché anche l'onorevole Rampelli si è schierato con chi vuol sciogliere il nodo al più presto. In questo clima circolano le voci più strane che parlano di un patto fra Alemanno e la presidente per procrastinare la data addirittura ad Aprile, in una sorta di election day che ammucchierebbe regionali, politiche e e comunali di Roma forse con qualche risparmio, ma con la sicura paralisi della Regione per circa 6 mesi.

 

Anzi, c'è chi dice che Renata ed il suo staff legale stiano architettando in queste ore un qualche stratagemma per raggiungere tale obiettivo. Nè valgono le perplessità di chi, anche nel centrodestra, ritiene che un Consiglio sciolto da quasi 20 giorni, non possa modificare norme importanti come la legge elettorale o addirittura lo Statuto che ha il rango di norma costituzionale. 

 

Regionali, Renata prende tempo e passa la palla al Consiglio

 

Tanto più che a monte vi è il decreto del Governo di pochi giorni fa che obbliga la Regione ad adeguare il proprio ordinamento alla stessa normativa statale. Come poi sottolineava il socialista riformista Donato Robilotta, il raffronto con la situazione in Lombardia è improponibile perché il numero dei consiglieri lì è di 80 e non muta con l’applicazione del Dl 174, visto che quella regione supera gli otto milioni di abitanti.

 

Per di più nel Lazio oltre al problema del numero delle circoscrizioni elettorali c’è quello del numero dei consiglieri, che  secondo la legislazione vigente imporrebbe di andare a votare con 70 consiglieri mentre il decreto governativo prevede di andare a 50. Se nel frattempo la Giunta non continuasse a sfornare delibere su delibere, almeno 53 ad oggi da quanto denunciato dalla opposizione, si potrebbe trovare un accordo politico fra Nicola Zingaretti e Renata Polverini, ma questo iperattivismo dell'esecutivo regionale potrebbe nascondere la volontà di chiudere partite politicamente vantaggiose per la presidente che recentemente avrebbe anche incontrato i sindaci a lei più vicini. Evidentemente Renata vuol far pagare a tutti le sue dimissioni che non furono respinte con l'oceanico consenso che lei si attendeva, lasciandola spiazzata rispetto ad una situazione che credeva di recuperare. Nel frattempo il suo attaccamento alla poltrona stride con i manifesti che aveva affisso giorni fa per tutta Roma e dove si proclamava: «Questi a mandarli a casa ci penso io». Affermazione che evidentemente, almeno nell'immediato, escludeva gli assessori non epurati e il suo entourage di fedelissimi.

 

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