Coop degli immigrati, il Comune non paga da oltre un anno

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Ormai da qualche giorno la Repubblica ed in precedenza l'Espresso della scorsa settimana, rivelano il presunto scandalo di centri dei accoglienza per immigrati nel comune di Roma e non solo. In particolare quello dei falsi minori del nord Africa che verrebbero ospitati in strutture (Misna) inadeguate e di fatto poco assistite lucrando su importi di milioni di euro erogati dal governo.

Venerdì in rappresentanza delle cooperative sociali coinvolte il Consorzio Eriches ci ha inviato la precisazione che di seguito riportiamo in sintesi. Intanto nella nota si chiarisce che le persone indirizzate ai centri di accoglienza vengono segnalate ed inviate dal Comune di Roma e le cooperative non hanno alcun titolo nella selezione iniziale delle persone da accogliere.
 

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Non solo, ma le stesse cooperative hanno più volte segnalato che sul certificato medico di riferimento di ogni immigrato spesso l’età presunta non sembra corrispondere a quella effettiva, mentre i superficiali accertamenti sanitari previsti ed effettuati dal servizio sanitario nazionale diversamente da quanto denunciato dal quotidiano del gruppo Espresso, non sono di competenza delle cooperative stesse. Per di più, rispetto alle ingenti somme percepite per questi servizi, il Consorzio Eriches precisa che tutte le cooperative sociali stanno ancora ad oggi lavorando senza aver ricevuto alcun pagamento dal Giugno 2011, oltre un anno quindi, e per il 2012 addirittura non è ancora stata sottoscritta alcuna convenzione da parte del Comune di Roma o di altra Pubblica Amministrazione.

Inoltre nonostante le cooperative non abbiano percepito alcuna remunerazione per i servizi offerti le stesse continuano a garantirli tramite le proprie strutture, gli operatori specializzati (regolarmente stipendiati ogni mese) ed avendo anticipato anche le spese personali per gli ospiti oltre ad avergli fornito i kit di vestiario ed igiene. Questa situazione di forte ritardo e disagio è imputabile alla mancata approvazione del bilancio capitolino.

Sin qui la precisazione di Eriches, ma le cooperative coinvolte in un business che secondo Repubblica sfiora i 110 milioni erogati dallo Stato, sono 19 e riguardano 2300 minori al costo di 70 euro al giorno. Dati che emergerebbero da un rapporto di Save the Children e del garante per l'infanzia. In particolare l'attenzione del quotidiano è puntata sulla Domus Caritatis che gestisce 5 e non 8, come riferito dal quotidiano in cronaca di Roma, dei 13 centri aperti. Questa, secondo Repubblica, è una costola dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Trifone, vicina al cardinal Ruini.

Affermazione che lascia intravedere una sorta di regolamento interno di conti nel settore dell'associazionismo cattolico che si occupa di assistenza ed anche in altri ambienti delle gerarchie cattoliche. Infatti la questione sollevata dal recente articolo dell'Espresso e da quelli successivi di Repubblica metterebbe sotto accusa tutto il sistema assistenziale che queste cooperative, cattoliche o “rosse” che siano, gestiscono soprattutto a Roma. Sistema di assistenza che come riportiamo in pagina, va ben oltre l'accoglienza dei minori rifugiati dal Nord Africa, ma che riguarda i rom, l'emergenza abitativa, i centri per rifugiati ecc , una somma di servizi e prestazioni che da decenni i comuni ed altri enti pubblici delegano all’assistenza cooperativa ed al volontariato. Un sistema che comunque occupa del personale spesso recuperato da situazioni di oggettivo disagio quali il carcere.

In questo contesto risulta quanto meno colpevole il silenzio del Comune di Roma, almeno sino ad oggi, su tutta questa vicenda, poiché contrariamente a quanto scrive Repubblica, i responsabili dei servizi ci precisano che la questione dei fondi per i minori riguarda solo in minima parte il Governo e l'emergenza minori Nord Africa ormai conclusa, ma coinvolge il Comune che si deve far carico direttamente dei minori anche solo quando si dichiarano tali, salvo poi farsi rimborsare dallo stato la spesa sostenuta per quelli nordafricani. La verità è che oggi il Campidoglio non dispone di questi fondi da erogare alle cooperative che, come ci ha scritto Eriches, al momento si fanno carico anche di questo servizio in attesa di un bilancio di previsione impantanato nelle debolezze e nelle divisioni della Giunta e della sua maggioranza.

Giuliano Longo