Antonini va a giudizio

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Nel fine settimana è emersa una novità nella vicenda giudiziaria che coinvolge il consigliere del XX municipio  Andrea Antonini, per il quale, con le accuse di  favoreggiamento, concorso in falso e induzione alla falsità materiale di un funzionario del XX Municipio è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo la procura di Roma e  il PM Luca Tescaroli che conduce le indagini, nel Giugno del 2008 Antonini, consigliere municipale e vicepresidente di CasaPound Italia, avrebbe dichiarato il falso davanti  all’impiegato per confermare l’identità del latitante Mario Santafede (ricercato e poi catturato per una condanna a 13 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico  internazionale di stupefacenti) facendogli così ottenere  una falsa carta di identità.

Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per Pietro Casasanta, presidente dell'associazione  “la Salamandra”. La notizia, secondo il presidente  del Consiglio del Municipio Roma XVII Barbera (Federazione  della Sinistra) «non può non suscitare inquietanti interrogativi sul significato di tale “anomala” relazione tra i  soggetti coinvolti in questa vicenda giudiziaria».  «D'altronde – continua Barbera – Antonini e Casasanta  non sono due semplici militanti, ma due dirigenti di spicco  di tale organizzazione politica, mentre Mario Santafede non è un semplice pregiudicato, ma un pericoloso boss  della criminalità organizzata, già condannato ad oltre 13  anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti».

Già nel luglio scorso Antonini dichiarò che «sul caso Santafede, nel quale io e Casasanta non siamo né più né  meno che parte lesa, sono già stato sentito due volte  dagli uomini del Gico, ai quali ho raccontato tutta la  verità. Evidentemente non è bastato. Ove ve ne sia la necessità,  la ribadiremo dunque in sede giudiziaria». Va ricordato  anche che nell'aprile del 2011 Antonini fu protagonista di un episodio di cronaca nera, essendo stato gambizzato a Roma, sulla Flaminia, da due persone rimaste poi ignote.