Regionali, si fa largo l’asse “Renata-Gianni-Luciano”

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Dopo la riunione dei capigruppo alla Pisana richiesta da Renata Polverini al Presidente Mario Abbruzzese che si è conclusa con un nulla di fatto se non con l'unanime richiesta di elezioni e subito, la ex Governatrice esce allo scoperto con le sue reali intenzioni: «Votare entro l'anno? Ho già detto in altre occasioni che mi sembrava abbastanza improbabile rispetto alla nostra normativa regionale e ai decreti degli ultimi mesi sulla Spending review e il ridimensionamento del numero dei consiglieri», dice incurante delle critiche che le stanno piovendo addosso da più parti.

Naturalmente questo accanimento terapeutico, come disse Alfano con riferimento alla pervicace resistenza di Formigoni, rischia di aggravare le tensioni politiche, anche se lei stessa ammette che i cittadini «hanno il diritto di andare a votare» (bontà sua), ma al tempo stesso veste la toga della rigorosa garante contro il rischio di futuri ed eventuali ricorsi.

 

Silenzio sulle elezioni, Renata comanda ancora
 

A questo scopo fa anche riferimento alla lettera della ministra dell’interno Anna Maria Cancellieri pubblicata ieri su Repubblica che confermerebbe le sue posizioni assolutamente rispettose delle norme vigenti. Insomma il refrain ormai da un mese è il solito: elezioni in tempi rapidi ma al tempo stesso con la garanzia che il decreto non rischi di essere impugnato. Come ricordavamo all'inizio le consultazioni con maggioranza e opposizione alla Pisana si sono risolte in un nulla di fatto.

L'opposizione, e non solo viste le recenti posizioni dell'ex aennino Fabio Rampelli, è convinta che l’iniziativa fosse solo un pretesto per perdere ancora tempo. Tutti i gruppi, angosciati dallo scandalo che li coinvolge e nel timore di perdere la poca credibilità politica residua, vogliono che il numero dei consiglieri venga ridotto a 50 e si vada al voto il più presto possibile. Secondo il capogruppo del Pd alla Pisana Esterino Montino si dovrebbe procedere con un decreto che fissi a 50 i seggi e di questi 10 siano riservati al listino come premio di maggioranza. I ricorsi sono possibili, ma ormai, fa notare il capogruppo del Pd, sono una prassi in qualsiasi elezione a tutti i livelli. Quindi consiglia alla Polverini di «staccare la spina ai suggerimenti del vice presidente Ciocchetti».

L'esponente dell'Udc, ormai escluso dalla coalizione del candidato Nicola Zingaretti, pare infatti si dia un gran da fare per sostenere la Polverini su questa linea del rinvio, ma al bastione dei “resistenti” pare si sia unito anche il sindaco Alemanno con il quale Ciocchetti e Renata Polverini si sarebbero intrattetenuti in una recente cena di lavoro. Un “asse” a tre che ha bisogno di tempo per organizzare le proprie strategie politiche nell'attuale marasma del Pdl, non disdegnando di chiudere nel frattempo le partite di potere inevitabilmente ancora aperte. Fra i tre sarebbe maturata l'idea di spostare la data delle elezioni oltre gennaio per farle coincidere con quelle comunali di Roma, una sorta di election day, ma questa volta proprio tutto de noantri.

Giuliano Longo