Torna il Festival di Roma. Sul red carpet un’edizione sottotono

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A 15 giorni dalla partenza della Festa del Cinema di Roma, finalmente appaiono chiari i confini della missione che Sindaco Alemanno e Renata Polverini hanno dato a Marco Muller, il nuovo direttore della Festa. Muller è stato chiamato con il compito di “affondare” la manifestazione.

Nella sua intervista apparsa la scorsa settimana su “Il Messaggero”, Muller, ex direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ridimensiona volontariamente l’edizione di romana a lui affidata definendola quasi una edizione “zero” per capire se le major investiranno ancora sulla manifestazione di Roma.
 

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I toni al momento della sua nomina non erano questi. Muller prometteva prime mondiali e Red Carpet affollato dai grandi nomi di Hollywood, ma ad oggi è data per certa la presenza soltanto di Silvester Stallone.

Viene da pensare che l’esperto Muller abbia voluto mettere le mani avanti per non cadere, ma sicuramente questa è una edizione con appeal a scartamento ridotto rispetto a tutte quelle precedenti. E se il direttore ha fatto tutto da solo, è evidente che le colpe ricadano solo ed esclusivamente su di lui, così come i meriti di un eventuale quanto improbabile successo.

La Festa del Cinema di Roma, sin dalla prima edizione, ha saputo imporsi su due diversi livelli; da una parte l’attenzione degli addetti ai lavori, dall’altra il successo popolare e la grande affluenza di pubblico. Muller ha affermato che «per avere le superstar che non sono nei film del Festival bisogna pagare, e tanto. Ho saputo di certe operazioni costate nel passato 300mila euro… In tempi di austerity e sobrietà, io ho detto no a questo meccanismo. Eppure, le stelle a Roma saranno un’infinità, vedrete». Questo per quanto riguarda le star dei film non presenti, ma dato che non ci sono film con grandi star internazionali, si prevede un red carpet che dal 9 al 17 novembre non richiamerà le solite migliaia di persone.

Nel frattempo circa 20 dipendenti “storici” del festival capitolino, hanno preso carta e penna per rispondere al Neo Direttore rivendicando la validità del format di questi anni ed anche l’ex direttore Gian Luigi Rondi si è fatto sentire negando di aver mai pagato le star presenti nelle precedenti edizioni. Muller non sembra preoccupato del prossimo cambio della guardia negli enti locali che lo avevano fortemente voluto. D’altra parte non è stato molto elegante ricordargli che qualora dovesse andar male questa esperienza forse dovrebbe fare i bagagli verso altre mete.

I quesiti che ci restano da fare riguardano il destino dei lavoratori della Fondazione Cinema per Roma, ma soprattutto perché si siano trovate tante persone disponibili a far morire un evento che aveva il merito di creare una atmosfera diversa almeno per una settimana all’anno.

Barney