Zingaretti: «Si vada al voto, la paralisi costa molto di più»

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E’ stata una lunga intervista quella che ieri Nicola Zingaretti ha concesso a Repubblica Tv, ma nella quale ha chiarito molte delle posizioni che saranno in parte i contenuti della sua campagna elettorale, anche se ormai il ritardo nella fissazione della data assume un sapore stressante se non grottesco.

Sulle alleanze e sulla sua coalizione è stato chiarissimo: «No all’Udc, si alle “forze moderate” . Penso che le forze moderate dovranno trovare grande spazio dentro la nuova sfida- ha spiegato- e già ora ci sono decine di personalità che chiedono dare una mano: entreranno nella Lista civica e faranno parte del listino del presidente ». Per quanto riguarda l’Udc, «loro stessi hanno detto che non faranno parte della mia alleanza», inoltre il partito di Casini nel Lazio è stato «il principale sostenitore di Renata Polverini, anche in queste ore». Sul cosiddetto listino del presidente ha chiarito che non ci saranno parenti, come fu per la moglie di Alemanno, Isabella Rauti eletta in quello della Polverini, «ma saranno energie e risorse intellettuali del mondo del lavoro e dell'associazionismo».
 

Regionali, si fa largo l’asse “Renata-Gianni-Luciano”
 

Ha poi affrontato il nodo delle elezioni. «Tutto ciò che è stato detto su impedimenti legislativi sono colossali balle» e non ci sono motivi per fare slittare al 2013 le elezioni. Si è parlato dell'approvazione in Consiglio regionale per la riduzione del numero dei consiglieri (da 70 a 50) prima di andare alle urne, ma secondo Zingaretti «per quelle Regioni dove si è in presenza di dimissioni del presidente, la norma prevede che si possa adempiere a questi compiti dopo il voto. La follia di queste ore – ha aggiunto- è che la Presidente si è dimessa il 27 settembre, e in quasi un mese di tempo non è successo nulla malgrado il governo abbia chiarito che sarebbe giusto non lasciare il Lazio in questa situazione di empasse totale».

Inoltre per Zingaretti con l'election day «non si risparmia niente. Anzi, una paralisi come quella attuale costerebbe ai cittadini milioni di euro in termini di assenza di provvedimenti e investimenti ». Anche se la crisi in Regione è esplosa con la vicenda Fiorito, l’attuale presidente della Provincia non è d'accordo con l’eliminazione dei fondi ai gruppi consiliari: «Non credo si possa rimborsare ai consiglieri in qualsiasi modo una fattura di un ristorante o di un albergo in Sardegna, con ostriche e champagne, ma è giusto che un gruppo consiliare sia messo nelle condizioni di lavorare al meglio per legiferare con competenza e qualità».

Quella di Zingaretti sarà una rivoluzione anche nei candidati alla Pisana: «Per intercettare questa voglia di innovazione i gruppi che sosterranno la mia candidatura dovranno cambiare radicalmente la rappresentanza consiliare».La sua intenzione è quella di chiamare a raccolta le parti migliori della società regionale indipendentemente dal proprio orientamento «per costruire una rivoluzione dell'efficienza, dell'innovazione e dell'onestà». Inoltre le risorse ci sono senza tagliare ma spendendo meglio. Per al sanità si augura che Bondi rimanga come commissario. «Se vincerò – annuncia – chiederò al governo di mantenere questa figura del commissario, ma dovremo sperimentare anche l'innovazione. Nei prossimi anni -ha detto- dovremo uscire dall'incubo che per risparmiare dobbiamo massacrare la sanità pubblica… ci sono margini di risparmio notevoli, anche per una siringa».

Convinto sostenitore di Bersani, che ha definito coraggioso, per le primarie del Pd, si è soffermato anche sulla polemica relativa al nuovo palazzo della Provincia e ha ribadito che quella scelta fa risparmiare 5 milioni anno rispetto alla 11 sedi attuali che costituiranno il fondo immobiliare affidato a primarie banche per la loro vendita.

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