Perchè la metro B è inefficiente

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I disagi per i cittadini sull’intera linea B della metropolitana di Roma emersi in concomitanza della recente apertura della nuova linea B1 sono scaturiti da tutta una serie di fattori tecnici che non si vogliono portare alla luce.

La linea B1, infatti, non è una nuova linea, ma è solo una diramazione della linea B esistente, ossia dalla stazione di Bologna si diramano due nuovi binari, o meglio uno si dirama e l’altro si innesta a seconda del senso di marcia. In sostanza nasce sui vecchi binari un bivio regolato da uno scambio ferroviario che consente il passaggio dei treni sia nella nuova direzione Conca D’Oro che nella vecchia direzione Rebibbia: si chiama appunto, diramazione.

E’ evidente che, a parità di numero di convogli, la frequenza delle corse si modifica: il numero di treni che circolano sia “da” e “verso” Conca D’Oro e sia “da” e “verso” Rebibbia, si dimezzano rispetto a quelli che circolano a monte della stazione di Bologna e cioè, sulla tratta Termini-Bologna. La conseguenza è che la frequenza tra un treno e l’altro aumenta e si raddoppia.

L’aumento, promesso dal sindaco, del numero di treni è assolutamente necessario, ma non potrà certo mai risolvere le problematiche tecniche che sempre si registreranno sull’intera linea a causa di una nuova diramazione, la linea B1 per l’appunto: in Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti le diramazioni non sono più utilizzate solamente nelle ferrovie metropolitane da più di quaranta anni! Come spiega da tempo e inutilmente al Campidoglio, più di qualche “addetto ai lavori”, le nuove diramazioni su tratte metropolitane già funzionanti comportano una sicura caduta di prestazioni e perdita di performance e in quelle nazioni i tecnici progettisti ferroviari abbandonarono le diramazioni e cominciarono a progettare e realizzare nodi di scambio.

E’ notorio come in questi paesi si sale e si scende da un metrò ad un altro molto spesso con frequenza e facilità di scambio: in sostanza invece che fare diramazioni sulla stessa linea in quei paesi realizzano dei veri e propri rami che si innestano sul ramo principale attraverso nodi o snodi di scambio, con i passeggeri che cambiano convoglio di volta in volta, con l’evidente vantaggio di poter in tal modo realizzare e garantire un passaggio di treni continuo con frequenze di passaggio certe e regolari, facendo circolare i treni in maniera indipendente su ogni singolo ramo o tratta. In altre parole, delle vere e proprie navette che non vanno ad interferire con l’esercizio della tratta principale. Queste sono le uniche motivazioni che hanno comportato le problematiche per il servizio di questi mesi sulle linee B e B1 della metropolitana di Roma e bisogna avere il coraggio di dirlo e farlo capire a tutti i cittadini.

Diverso è quello invece che bisognava e quindi ora bisognerebbe fare per migliorare la situazione. Cosa fare? Mettere in campo subito due interventi:
– realizzare un tronchino di scambio (500 mt) in corrispondenza della stazione di Bologna e progettare un nuovo ed efficace collegamento tra la nuova banchina della B1 e la vecchia banchina della B in modo da agevolare le operazioni di scambio dei passeggeri da un treno della B1 ad un treno della B e viceversa.
– Alla stazione Laurentina riprendere e portare avanti un vecchio progetto di ampliamento dell’attuale tronchino di scambio esistente in modo da garantire una maggiore capacità di “accumulare” i treni permettendo in tal modo migliori frequenze ed elevare il numero di passaggi dei convogli.

Nel frattempo il sindaco Alemanno farebbe bene a non vantarsi di aver realizzato una nuova linea metro: non solo si sono spesi male i soldi, ma abbiamo ancora una volta dimostrato come agli annunci i questa Giunta segua sempre la triste realtà dei fatti.

Fabio Sabbatani Schiuma