Flirt tra Alemanno e Udc: idea Ciocchetti candidato

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A cosa serve approvare un bilancio di previsione per il 2012 a fine novembre? Bisognerebbe chiederlo a Gianni Alemanno che dal campo di sterminio di Birkenau dove era in visita ieri, ha annunciato che, se il bilancio, che peraltro è un adempimento fondamentale, non verrà approvato in settimana, chiederà l'ulteriore proroga di 20 giorni al Ministro dell'Interno.

Certo il sindaco ha ragione quando parla di importanti delibere da approvare quali l'assegnazione in house ad Atac, il Piano regolatore sociale, o ancora di investimenti per la manutenzione delle strade del centro o di piazza Testaccio ecc. Ma Alemanno non è uno sprovveduto e tenta di trarre profitto politico dalla situazione accusando l'opposizione di ostruzionismo, mentre è vero invece che spesso in aula manca il numero legale grazie alla frequente assenza dei consiglieri della sua maggioranza. Lo dimostra l'esito della riunione di maggioranza svoltasi martedì sino a tarda notte dove il segretario del sindaco Antonio Lucarelli non è riuscito a cavare un ragno dal buco, o meglio a trovare l'assenso dei consiglieri ex Forza Italia i quali dopo l'approvazione del bilancio (quando verrà) chiedono l'azzeramento della Giunta e la nomina di assessori tecnici sino alle elezioni. Più facile sarà conciliare le posizioni e gli interessi fra gli ex aennini di Augello e Rampelli.

Allora il famoso ragno dal confuso buco dovrà tirarlo fuori il sindaco al suo rientro. Per questo va dal ministro a chiedere ancora tempo dopo 10 mesi di inutile discussione con un record storico di 101 sedute per approvare il bilancio la cui unica e vera novità è rappresentata dalla dismissione di beni immobili del Comune per 250 milioni con situazioni di difficile ed immediato realizzo pecuniario. Eh si, perché alcuni immobili rimarranno vincolati a contratti di affitto pluriennali oppure, come per il tanto decantato taglio delle auto blu, a contratti di leasing che non possono essere disdettati senza richieste di danni e penali salate.
 

La notte dei lunghi coltelli
 

Tuttavia Gianni, anche se per ora inchiodato da una componente della sua maggioranza che in qualche modo dovrà pur essere tacitata, prosegue tenace nella tessitura della sua strategia che non prevede un seggio in parlamento ma la riconquista di Roma. Soprattutto dopo la rinuncia di Berlusconi e le prossime primarie del Pdl, la sua idea non è tanto quella di rottamare un partito già in caduta libera a livello nazionale, ma quella di virare al centro tentando di raccogliere oltre ai tradizionali consensi dello zoccolo duro e storico della destra romana, anche l'Udc. Possibilmente facendo comunella con parte di quei settori moderati che guardano a Casini quale leader di un nuovo (sa va sans dire) centrodestra. Una operazione che probabilmente trova il suo alleato naturale nell'ex vice presidente del Lazio Luciano Ciocchetti, da sempre schierato con la destra, e di Renata Polverini che sta tirando per le lunghe la data delle regionali studiando cosa farà da grande, risolvendo nel (lungo) frattempo le ultime e costose operazioni di potere in Regione.

La contropartita di questa operazione di italico e stantio sapore trasformista, sarebbe il sostegno di Alemanno alla candidatura di Ciocchetti in Regione contraccambiata dal sostegno dell'Udc alle comunali. Questo il presumibile schema di gioco di un Alemanno ringalluzzito dalla scelta di Nicola Zingaretti di correre per la Regione, ma non confermato dai sondaggi che danno sempre il sindaco sotto terra. Uno schema di gioco che giustificherebbe il voluto ritardo per le elezioni regionali che la destra e l'alleato Ciocchetti, vorrebbero a febbraio o addirittura ad aprile nel corso di un mega election day che veda nel mucchio politiche, regionali e comunali. Giochino che porterebbe ad una lunghissima e paralizzante campagna elettorale: da tre a sei mesi. Quasi una diagnosi per malati terminali.

Giuliano Longo