Ciocchetti ci prova: «Sono a disposizione»

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Si candida o non si candida alle regionali Luciano Ciocchetti? E con quale schieramento? Che ne avesse l'intenzione lo anticipava ieri il nostro giornale tanto che già in mattinata sapevamo che il vice presidente del Lazio ci avrebbe dato una risposta indiretta nella sua intervista a “Dibattiti AdnKronos”.

Ovviamente non è che Ciocchetti dovesse rispondere a noi, ma visto che la notizia era trapelata qualcosa doveva pur rispondere soprattutto nell'imminenza della convention della sua associazione “I moderati per la terza fase” che si svolgerà sabato. E' pur vero che Luciano è politico ex democristiano di lungo corso e di grande cautela, ma l’affermazione resa ieri alla agenzia di stampa non lascia dubbi: «Io sono a disposizione del mio partito e dei cittadini del Lazio, il ruolo lo individueremo dopo che sarà definito percorso e progetto».
 

Flirt tra Alemanno e Udc: idea Ciocchetti candidato
 

Non solo, ma si è dato anche i tempi per organizzarsi indicando la data possibile per le elezioni regionali «tra il 10 e il 17 febbraio…. data che ci porta esattamente ai 135 giorni che sono quelli che lo statuto della Regione Lazio stabilisce». Se ormai è chiara la sua disponibilità e la probabile data delle elezioni (sulla quale decide Renata Polverini) come si presenterà agli elettori?

Intanto Ciocchetti dice che non è disponibile a partecipare alle primarie del centrodestra per le regionali, quindi o ci andrà da solo con l'Udc che nel frattempo si chiamerà “Lista per L'italia” o dovrà essere tirato per la giacca da tutta la destra. Con il rischio improbabile che oltre a Zingaretti finiscano per concorrere altri due candidati dello schieramento opposto. Ipotesi forse lunare, visto che alle Regionali non c'è ballottaggio e nessuno concorre per perdere in partenza. Le sue dichiarazioni sulla leale collaborazione in questi anni con Renata Polverini lasciano di fatto intendere che comunque può già contare sul sostegno della presidente dimissionaria.

L'attuale numero due della Regione smentisce poi categoricamente la ricostruzione fatta ieri da Repubblica in merito a presunti contrasti con Cesa e Casini per il suo appiattimento sulle posizioni della Polverini e liquida senza esitazioni l'ipotesi del costruttore Alfio Marchini junior che sempre Repubblica indicava quale possibile candidato per il Campidoglio. «Non lo conosco personalmente – ha detto – ma non mi risulta che faccia parte della nostra famiglia politica…».
 

Campidoglio, spunta il nome di Alfio Marchini

Resta inteso però che nella capitale, dice Ciocchetti, la “Lista per l'Italia” presenterà «una candidatura autonoma da Pd e Pdl» con una personalità di alto profilo che se la vedrà sia con Alemanno che con il candidato della sinistra. Eppure anche questa scelta non esclude affatto un possibile supporto a Gianni Alemanno in caso di ballottaggio perché è qui che si giocherà la partita. Infatti i voti della “Lista per L'italia” potranno essere sempre spostati sul candidato che raggiungerà il maggior numero di voti al primo turno.

Insomma la solita posizione del “nè di qua nè di là, ma dove ce fa comodo de stà”. Sempre che il movimento Cinque Stelle di Grillo, il castigamatti, non sbaracchi tutti i giochi presentandosi con il suo candidato al ballottaggio stesso. Sarebbe, almeno a Roma, la fine degli equilibrismi dell’Udc che di voti ne ha pochini, ma si ritiene tanto, tanto indispensabile per chiunque voglia governare.


Giuliano Longo