Strade della Capitale, contratto scaduto per la Romeo? Ecco la proroga senza gara

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Forse alcuni ricorderanno uno dei primi atti rivoluzionari della amministrazione Alemanno, quello di revocare il famoso appaltone, di 700 milioni in 9 anni, per la manutenzione delle strade capitoline, alla Romeo spa che fra l'altro in quell'estate del 2008 aveva visto il suo patron incorrere in alcune vicende giudiziarie proprio a Napoli dove è la sede principale della società.

Allora Alemanno dichiarò che «dopo attente verifiche abbiamo valutato che l’appalto non risponde alle esigenze della città. E lo abbiamo visto anche in occasione di questi giorni di maltempo, degli allagamenti e della cattiva manutenzione delle caditoie che ha causato profondi disagi» (sic).
 

Le voragini del quartiere Tuscolano
 

L'allora capogruppo del Pdl, successivamente passato a La Destra di Storace, Dario Rossin, addirittura esultò accusando la Romeo Gestioni di «gravi inadempienze in fatto di manutenzione stradale». Un tripudio di schiamazzi e squilli di tromba per il nuovo corso Alemanniano che spezzava consuetudini e favoritismi sospetti della sinistra.

Come sia andata a finire questa rivoluzione “stradale” è sotto gli occhi di tutti. Ma si sa, i sogni muoiono all'alba e quelli di Alemanno sono morti quasi subito. Tuttavia la storia che vogliamo raccontare non è questa, ma quella di un altro appalto che rimase affidato alla Romeo Gestioni spa, ovvero quello che riguarda la “gestione amministrativa e tecnica del patrimonio immobiliare del Comune” (la manutenzione) per la durata di 7 anni.

 

Quelle voragini dimenticate

 

Ohibò, allora la Romeo non era del tutto sparita dal business degli appalti capitolini, ma aveva continuato ad occuparsi della manutenzione degli immobili per una gara vinta nel 2006 e, a quanto pare, senza nessuna contestazione. Si dà però il caso che il contratto sia scaduto proprio questo 20 ottobre, quindi sarebbe necessario indire la gara per l’individuazione di un nuovo soggetto, gara ovviamente improntata alla più grande trasparenza e convenienza per le pubbliche ed esauste casse. Nella suddetta gara si dovrebbe tener conto del conveniente corrispettivo della prestazione, ma soprattutto della progressiva dismissione del patrimonio del Comune che ridurrà gradualmente gli immobili da “manutenere”.

Giusto, se non fosse che un qualsiasi bando non è roba cotta e magnata, anzi in questo nostro Paese soffocato dalle carte burocratiche e dalle infinite autorizzazioni, significa impiegarci del tempo e forse parecchio. E nel frattempo che ne è della manutenzione? Ma ovvio, come di consueto provvede santa Proroga. In teoria, ma solo in “pura” teoria, questa dovrebbe essere concessa una volta indetta la gara. Ma non è così, perché i 493.000 euro annui sono già ricompresi nel maxi-emendamento, ovvero in quella manovra 2012 e previsione sino al 2014, che non si riesce ancora ad approvare in Consiglio.
 

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A conti fatti significa che di fatto la Romeo Gestioni spa guadagna altri 2 anni. In verità ci risulta che l'assessore all'urbanistica Corsini il contratto con Romeo l’avrebbe segato da subito, ma solo le pressioni dell'onorevole Italo Bocchino, conterraneo di Romeo, sul segretario del sindaco Antonio Lucarelli, avrebbero consentito una proroga prima per sei mesi e di fatto per due anni.
 

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Insomma, concluso il match Corsini/Lucarelli la morale della favola è che nonostante gli strilli e scazzi, Romeo è ancora fra noi, le strade sono quello che sono nonostante la revoca dell’esecrato appaltone e per altri due anni Romeo continuerà a gestire la manutenzione degli immobili comunali. A prezzo ormai fisso, perché nemmeno l'assessore Ghera, ad oggi, riesce a calcolare quanto incideranno le miracolose e progressive dismissioni del patrimonio comunale sui costi di manutenzione ERP.

Giuliano Longo