La capitale? “Ecosistema” poco ospitale

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Con un posizionamento al decimo posto tra le 15 città metropolitane italiane Roma è ancora “un'ecosistemapoco accogliente. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio che Legambiente ha dato, rispetto ai temi del traffico e della mobilità, dell'inquinamento, dei rifiuti, dei consumi idrici e delle aree verdi urbane, all'interno del rapporto "Ecosistema urbano" che torna a registrare dati anche quest’anno, e a ricordare quanto lavoro serva ancora per fare di Roma una città moderna e ben governata.

E se è vero che, come ha detto proprio il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza «la classifica premia le città meno insostenibili», i numeri relativi alla capitale danno l’idea di una città davvero poco moderna e ospitale. La ricerca, realizzata insieme a Ambiente Italia e con la collaborazione del Sole 24 Ore ha raccolto oltre 100mila dati tramite questionari e interviste su 104 comuni capoluogo di provincia e tramite altri metodi informazioni su 25 parametri ambientali.

Sul fronte del trasporto locale Roma impressiona subito per un dato: mentre quasi ovunque il numero di automobili appare inversamente proporzionale all’offerta di trasporto pubblico, solo a Roma e Catania a Roma si registra il fenomeno contrario, e le auto private in circolazione arrivano a 70 per ogni cento abitanti, ben al di sopra della media nazionale del 63,8% (solo catania fa peggio con 72 su 100). Da notare come il dato sia in lieve peggioramento rispetto al rapporto dello scorso anno, dove le auto private arrivavano a 69 ogni cento abitanti.

Cresce di conseguenza anche l'inquinamento urbano, con una situazione complessiva che peggiora anche a Roma, dove si registrano valori insostenibili per il biossido di azoto (NO2) che con 60,2 microgrammi supera ampiamente la soglia di pericolosità per la salute umana fissata a 40 microgrammi/metro cubo l'anno. Per quanto riguarda le polveri sottili a Roma si passa dai 30,7 microgrammi per metro cubo a 33,6 e aumentano anche i giorni di superamento dei limiti di ozono nell'aria.

Altro tema da sempre ostico per la capitale è la gestione dei rifiuti, a partire dalla produzione: a Roma (undicesima sulle 15 grandi città) se ne “fabbricano” 645,7 chilogrammi per cittadino ogni anno, con una leggera diminuzione rispetto al 2011 (661,3) ma sempre ben al di sopra della media nazionale di 567,6 Kg. Sulla differenziata il miglioramento è minimo: dal 21,6% al 24,2% in un anno. Quanto ai consumi di acqua potabile, Roma si pone undicesima su quindici in classifica con 200,8 litri, mentre conferma la sua vocazione a città verde con il 6 posto tra le maggiori città italiane, anche se pecca per la mancanza di isole pedonali con appena 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante. Roma infine ultima tra le metropoli per consumi di energia elettrica con 1.459 kWh/abitante al giorno.

«Altro che smart cities, i nostri amministratori non sanno proprio cosa siano l'innovazione e la qualità della vita, a Roma e nei capoluoghi del Lazio siamo all'anno zero tra il traffico sempre più congestionato e lo smog, troppa immondizia malgestita e perdite idriche da capogiro -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Manca un’idea per il futuro del Lazio, ma una delle sfide più importanti si gioca proprio nelle città, nei capoluoghi ma anche negli altri quattordici grandi centri sopra i 40mila abitanti del Lazio. Nel Lazio le politiche zoppicano, ma a Roma siamo nel centro del ciclone: in questi anni di amministrazione, il Sindaco Alemanno ha parlato molto di sostenibilità, ma le scelte principali hanno poi portato sempre più traffico, più rifiuti e più cemento. I cittadini sono pronti, lo abbiamo verificato ancora una volta con le firme per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, serve un nuovo futuro verde, nel quale qualità della vita, comunità, lavoro siano gli assi portanti».

Francesco Unali

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