La disoccupazione colpisce soprattutto gli stranieri

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"Non sono numeri" è lo slogan con cui la Caritas ha lanciato ieri il 22esimo Dossier statistico sul tema dell'immigrazione in Italia, realizzato come ogni anno dalla Fondazione Migrantes, da Caritas italiana e dalla Caritas diocesana di Roma.

Un elemento di riflessione per considerare il fenomeno non solo in quanto riguardante masse di uomini e donne che arrivano nel nostro paese, ma persone in cerca di occupazione e di una condizione di vita dignitosa. Per capire il documento, il coordinatore Franco Pittau ha voluto sottolineare quattro aspetti fondamentali, quattro punti di vista dai quali osservare il fenomeno immigrazione e leggere i dati: «L’immigrazione è una introduzione concreta alla globalizzazione – ha spiegato nel suo intervento – i migranti non sono numeri ma sono espressi da grandi numeri, il supporto dato al mondo occupazionale è decisivo per comprendere il loro ruolo; la convivenza con gli immigrati è uno sbocco necessario imposto dalla situazione presente e dalla previsione del futuro nel senso della loro integrazione sociale». Nel territorio di Roma e provincia, secondo l'Istat, alla fine del 2011 erano residenti 442.818 immigrati non comunitari.

Dalla fine del duemiladieci si è registrata quindi una crescita consistente delle presenze con un aumento di 44.993 unità pari a un +17,8%. Roma è dunque un forte polo di attrazione per gli stranieri, ma non altrettanto può dirsi come luogo dell'inserimento sociale, se il territorio si attesta al 95esimo posto in Italia tra le province e tuttavia davanti ad altre grandi città del Nord come Milano, Venezia e Torino. La situazione migliora se si guarda alla capacità di trovare lavoro: Roma qui si posiziona bene, al dodicesimo posto.

Ma chi sono gli immigrati che arrivano a Roma? Si tratta soprattutto di donne impiegate soprattutto nei lavori di cura alla persona o di assistenza domestica presso le famiglie italiane: solo quelle presenti a Roma e provincia rappresentano l’8,6% del totale nazionale. Pochi invece, rispetto al dato nazionale, i giovani, anche a causa delle più difficili condizioni di vita nella metropoli. La fascia di età maggiormente presente a Roma è quella tra i 30 e i 44 anni, mentre per quanto riguarda i paesi di provenienza la comunità più nutrita è quella dei filippini, oltre 30 mila a Roma e provincia, seguita da bangladesi, albanesi, ucraini, cinesi e indiani.

Fin qui i dati che fotografano la realtà, ma è sul fronte dell'integrazione che il rapporto chiama l'Italia e le isituzioni locali a uno sforzo di maggiore attenzione: infatti, se da un lato il loro arrivo compenserà negli anni le minori nascite sul nostro territorio, dall’altro la crisi sta colpendo soprattutto i lavoratori stranieri, che vedono un tasso di disoccupazione medio del 12 per cento contro l'8 per cento degli italiani. Inoltre il nostro paese, secondo il rapporto Caritas, non è ancora “giuridicamente” abbastanza accogliente: per questo deve puntare più fortemente su regole che favoriscano il rilascio del permesso di soggiorno e permettano la stabilizzazione del soggiorno, anche attraverso l'emersione del lavoro nero.

F.U.

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