«Alleno i bimbi rom al calcio e alla vita»

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«L’idea di fondare la nostra associazione è nata per caso quando, correndo sulla pista ciclabile di via del Baiardo con don Giovanni D’ercole, mi sono imbattuto per la prima volta in un campo rom e ho capito che non potevo rimanere indifferente». E’ così che Salvatore Paddeu ci racconta le origini dell’associazione “Ercolini di Don Orione”, che dal 2004 si occupa della formazione dei ragazzi rom del campo River di Prima Porta con l’aiuto del presidente onorario Don Giovanni D’Ercole, divenuto oggi vescovo ausiliare dell’arcidiocesi dell’Aquila.

«Ho abbandonato il mio lavoro da fotoreporter per prendere la laurea in scienze della formazione e dedicarmi completamente a questi ragazzi» ci dice Paddeu. «Ogni giorno devo combattere contro i pregiudizi degli italiani contro questi ragazzi che, al contrario, si dimostrano educati, intelligenti e disposti al sacrificio ». «Applicando il metodo Don Orione, per cui bisogna prevenire i disagi dei ragazzi piuttosto che intervenire in seguito, ho pensato di utilizzare il calcio come scuola di vita, divenendo mister di una squadra di venti bambini rom di età compresa tra i 10 e i 15 anni tra maschietti e femminucce».

Iscritta da diversi anni al campionato provinciale di Calcio organizzato dall'Unione Sportiva Acli di Roma, la squadra del giovane mister rappresenta una valida alternativa alla strada per questi ragazzi: «Ci alleniamo ogni mercoledì a Labaro, grazie alla concessione dei campi da parte del centro sportivo Roma Nord. Quello che cerco di insegnare è che solo dal lavoro e dal sacrificio è possibile ottenere dei risultati in un clima esterno che spesso, però non c’è favorevole».

Ci racconta Salvatore come i suoi ragazzi fossero fischiati e insultati dai genitori delle squadre avversarie, che non volevano una rappresentativa rom nel loro campionato. Con il tempo, però le cose sono cambiate: «Alla fine tutti hanno capito la ricchezza che possiedono i miei ragazzi e quando abbiamo vinto il campionato, è stato incredibile vedere applaudirci tutte le mamme che prima ci fischiavano».

Non si limita solo allo sport il contributo fornito dall’associazione: «Due volte a settimana organizziamo corsi di ripetizione in collaborazione con il centro Benedetto XVI e quando è possibile porto i miei ragazzi a teatro o a vedere dei concerti come quello recente di Biagio Antonacci ». Ma come si finanzia tutto questo? Ci dice il mister: «L’associazione è sponsorizzata dalla provvidenza. L’anno passato abbiamo vinto un bando pubblico indetto dall’assessorato alle politiche giovanili sugli esempi di buon comportamento, ma per il resto cerchiamo di rimboccarci le maniche e ci serviamo dell’essenziale contributo dei volontari che ci fornisce l’associazione RomAltruista».

Ci saluta così il mister: «Partirà a breve il primo torneo degli Ercolini! I membri della mia squadra, muniti di porte rimovibili e conetti, promuoveranno la nostra iniziativa in altri otto campi rom della capitale».

Giuseppe Pallotta