“Risorse”, le pedine di Alemanno

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L'avevamo già scritto, ma ieri è stato confermato: Risorse per Roma la gatta dei punti verdi qualità non la vuole proprio pelare e, scrive il Tempo, la rimbalza di nuovo all'assessorato all'ambiente anche perché, francamente, non era proprio chiaro che competenze avesse in materia.

Eppure questa società capitolina di competenze ne ha proprio tante, gestisce il patrimonio immobiliare del Comune, si occupa dei condoni edilizi, rileva, studia, misura, ma soprattutto assume in barba alla spending review e nonostante che RpR potrebbe rientrare fra quei carrozzoni pubblici che il Governo vuole eliminare, trasferendone i compiti agli assessorati di riferimento.

Ma Risorse ha una lunga storia che affonda le radici nel passato di altre amministrazioni, solo che oggi, con la fame che c’è di poltrone a ridosso delle elezioni quando molti si devono sistemare prima che arrivi la buriana di “quelli che verranno”, l'interesse per questa società si fa acuto, quasi spasmodico. Tanto più che il suo amministratore, Roberto Diacetti è stato recentemente spostato al vertice dell'Atac una volta fatto fuori Carlo Tosti, che tante speranze bipartisan aveva suscitato, miseramente naufragate sui binari e le gallerie della metropolitana B1. Buon ultimo arrivato, il Diacetti, dopo ben quattro amministratori delegati in poco più di quattro anni.

Insomma il sindaco ha le idee chiare e la mobilità è ormai una realtà consolidata soprattutto ai vertici delle aziende capitoline. Succede tuttavia, un po’ come nel gioco degli scacchi, che quando si libera una casella questa debba essere immediatamente occupata, altrimenti crolla il sistema delle cooptazioni, non certo quello dei meriti. Tocca allora sostituire Diacetti con un fedelissimo del sindaco, spunta allora il nome di Errico Stravato attuale direttore del dipartimento urbanistica che potrebbe diventare direttore generale proprio di Risorse per Roma. Poi tanto vale accontentare Giampiero Monti attualmente dirigente a tempo che potrebbe potrebbe divenirlo a tempo pieno con un nuovo incarico di direzione. Poco male per una società che nel 2009 aveva 265 dipendenti, balzati nel 2011 a 585 dopo il fallimento di Gemma e il riassorbimento parziale di quegli addetti, più gli 80 vigilantes riassorbiti dall’Urbe, più altri 150 addetti, recentemente assunti per coprire il Sistema Informatico Territoriale (SIT) che in precedenza era gestito proprio da Gemma.

C'è posto per tutti, forse anche per un amico del sindaco, addirittura per un suo compagno di scuola, che alcune voci indicano in tal Maurizio Mancini. Insomma la spending review non avrebbe proprio rotto le uova nel paniere a RpR anzi. Ma chi mena il torrone delle nomine? Si dice che dietro a tutti gli spostamenti, promozioni, avvicendamenti, vi sia la sempre vigile attenzione del segretario del sindaco Antonio Lucarelli (quello che ogni tanto non disdegna di querelarci) il quale in questi anni è stato il dominus e il braccio destro di Alemanno nella partita a scacchi di una amministrazione dove il Re è ormai sotto scacco, forse addirittura matto. (continua)

Giuliano Longo
 

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