Sul bilancio arriva puntuale la diffida del prefetto

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Che l'intervento del Prefetto per la chiusura del bilancio ci sarebbe stato era cosa nota già dalla scorsa settimana, ma ha fatto un certo effetto vederselo recapitare ieri nel corso della seduta del Consiglio. Infatti l'assemblea capitolina si è aperta con l’annuncio dell’arrivo della lettera di diffida per ogni singolo consigliere capitolino da parte del prefetto Giuseppe Pecoraro, dopo la scadenza dei termini previsti per l’approvazione del bilancio fissata al 31 ottobre.

«Poichè a tutt'oggi non risultano, agli atti di questo Ufficio, – si legge nella lettera – comunicazioni di codesto ente relative all'approvazione del bilancio di previsione 2012, si assegna l'ulteriore termine massimo di venti giorni, decorrenti dalla ricezione della presente nota, per procedere al prescritto adempimento». «Si rappresenta, inoltre, – si legge ancora nella lettera – che in caso di decorso infruttuoso di tale termine e di persistente inadempimento, la normativa vigente prevede l’intervento sostitutivo con la nomina di un commissario ad acta e con conseguente inizio della procedura di scioglimento».

Da destra si sono subito levate voci contro l’ostruzionismo della opposizione che impedirebbe l’approvazione con le ormai consuete accuse di irresponsabilità alle quali ha subito risposto il capogruppo del Pd Umberto Marroni che parla invece di fallimento del sindaco e della sua giunta su un bilancio che doveva essere approvato undici mesi fa, rispedendo al mittente le accuse di irresponsabilità perché «non sono le opposizioni ad essersi ridotte all’ultimo minuto, anzi fuori tempo massimo, a discutere in aula il bilancio, che ormai è un rendiconto e non certo una manovra di previsione».

Il Pd quindi insiste nel chiedere modifiche sostanziali «perchè non dà risposte alla città, servono infatti più risorse per i municipi, per il buono casa ed il diritto allo studio». Infine l’opposizione pretende che questo bilancio, se approvato, venga licenziato dall'aula Giulio Cesare con il voto di trenta consiglieri di maggioranza «altrimenti se Alemanno non ha più i numeri dovrà prenderne atto».

Questa la guerra dei comunicati, ma nella sostanza è ormai quasi certo che il bilancio dovrebbe venir approvato entro la settimana garantendo qualcosa di sostanziale alla opposizione. Resta il fatto che le assenze nella maggioranza, che pure ha i numeri, di un pattuglia di consiglieri che spesso ha fatto mancare il numero legale, ha impedito l’approvazione del bilancio di previsione in tempi accettabili. Di qui la richiesta di Marroni che lo vuole approvato con tutti i numeri dei quali dispone il centrodestra in aula in prima convocazione e non in seconda, quando il quorum richiesto è inferiore. Richiesta che tende proprio a voler far emergere le contraddizioni di una maggioranza che sino ad oggi si è presentata piuttosto divisa. Il che si giustifica con la disaffezione all’aula di alcuni peones certi ormai di non essere rieletti alle prossime comunali e che intendono far pesare la loro rendita di posizione.

gl

 

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