Tempi di nostalgie di destra, proteste a sinistra

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Tempi di nostalgie a destra, forse mai passate, ma che in questi ultimi giorni sembrano tornare prepotenti sulla scena pubblica romana. La destra romana, presa dall'emozione del momento, si lascia andare a celebrazioni che talvolta destano perplessità e reazioni da parte degli esponenti di centrosinistra.

Certo, per chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere normale, specie in certe circostanze, essere al di sopra delle parti, ma non sempre è così. E allora può capitare che l'altro giorno, mentre la destra romana si stringeva attorno alla salma di Pino Rauti, primo tra tutti il sindaco Alemanno con moglie, tra gli omaggi floreali tributati al defunto appariva quello di una importante azienda municipalizzata di Roma, nota negli ultimi tempi soprattutto per le inefficienze e gli scandali: l'Ama.

Il gesto ha scatenato la reazione dell’opposizione: «Ho presentato una interrogazione al sindaco Alemanno e all’assessore all’Ambiente – ha detto ieri il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini – per avere chiarimenti sulla corona di Ama-spa che era presente (come riportato da varie foto e filmati) ai funerali del leader della destra Pino Rauti. Non essendo stato Rauti un dipendente dell’Ama e neanche un amministratore del Comune di Roma vorremmo sapere a quale titolo sono stati utilizzati i soldi dei contribuenti per questa corona».

L’opposizione non ci sta e incalza: «E palese – prosegue Masini – che l'attuale vertice della azienda capitolina sia politicamente spostato a destra, ma non riusciamo in nessun modo a comprendere il valore e il motivo del gesto compiuto dall’attuale dirigenza. Un gesto non istituzionale, ma chiaramente dettato da rapporti politici e personali”.

La rabbia a sinistra però non finisce qui, perchè dopo le tante proteste dei giorni scorsi attorno ai finanziamenti regionali giunti dalla Regione a favore di un mausoleo per ricordare ad Affile il generale di epoca fascista Rodolfo Graziani, anche i Giovani Democratici del Lazio hanno aderito alla mobilitazione di sabato 10 novembre ad Affile indetta dall'Anpi contro il mausoleo.

I giovani democratici lo hanno definito «uno sfregio alla Costituzione, fatto costruire dal sindaco di Affile con un contributo di 170mila euro della Regione Lazio, guidata da Renata Polverini». «I crimini di Graziani – hanno spiegato il segretario dei Giovani democratici del Lazio, Eugenio Levi, e i segretari provinciali – ci rappresentano una delle più infami pagine del fascismo e del colonialismo italiano. Una vicenda che ha infangato il nome dell'Italia nel mondo. Come giovani italiani e come democratici, ci vergogniamo di questo mausoleo. Per questo crediamo che vada al più presto abbattuto e sostituito con un monumento a ricordo delle vittime del colonialismo fascista».

Tutto questo proprio nel giorno del raduno delle destre a Roma, come spiegano ancora i giovani democratici: «La mobilitazione – concludono – assume un valore ancora maggiore, perchè lo stesso giorno a Roma si terrà una manifestazione di neofascisti italiani e stranieri. Noi andremo ad Affile anche per ribadire che i valori dell'Europa sono la democrazia e l'antifascismo, e che manifestazioni come quella di Roma non possono avervi cittadinanza».

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