Torna la Belviso: «Primarie? Ho qualcosa da dire»

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Cominciava a notarsi l'assenza pubblica della bella vice sindaco Sveva Belviso: ieri finalmente è riapparsa presentando un progetto di educazione, di informazione e prevenzione su Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmesse. Rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Roma è il primo di tre incontri per un totale di 37 scuole e 10mila ragazzi e ragazze coinvolti e si è svolto ieri presso l'istituto superiore statale “L.B. Alberti”, “Hiv?…sintonizzati!”, è una iniziativa promossa da Roma Capitale, dipartimento promozione dei servizi sociali e della salute, in collaborazione con il circolo “Mario Mieli”, l'associazione Archè, Arcigay Roma.

Presenti Sveva Belviso e il presidente della Commissione capitolina politiche sanitarie Ferdinando Aiuti. Sin qui la cronaca di una meritevole iniziativa, ma stuzzicata nel merito della sua eventuale candidatura alle regionali Sveva ha detto che al momento resta concentrata su un pacchetto di interventi per contrastare la crisi (sic) ma se le primarie saranno svolte e si candideranno persone che hanno qualcosa da dire «io ho qualcosa da dire. Dopodiché si vedrà».

Frase sibillina e carica di significati nascosti, ma subito temperata da un apprezzamento al magistrato Simonetta Matone che Alemanno avrebbe indicato quale competitor di Zingaretti. «E’ una donna che conosco e la considero una persona assolutamente capace. Ho letto le sue interviste dove diceva che non era stata contattata da nessuno del partito, ma se qualcuno la chiamasse a me farebbe sicuramente piacere».

Forse il piacere sarebbe tutto della Matone, che comunque non scaturisce dal nulla ma dalle sue frequentazioni di programmi televisivi. Il che confermerebbe le voci di una idea di candidatura ispirata, nientepopodimenochè, dall'inossidabile, immarcescibile, eterno Bruno Vespa.

Ma Sveva è anche una che riflette sulle umane cose ed interpreta i mutamenti antropologici della pubblica opinione. E così ci fa sapere che «in questo momento di antipolitica con una generalizzazione negativa dell’idea politica (l’indicazione della Matone) potrebbe essere una garanzia per l'emotività delle persone». L’affermazione è talmente surreale che a stroncarla provvede immediatamente il consigliere regionale de la Destra Roberto Buonasorte: «Quando la Belviso dice che la Matone andrebbe bene perché la gente è emotiva, ammette che bisogna prendere in giro i cittadini e nascondere i politici dietro una candidatura “civile”. Nascondino o regionali?».

Vi sarebbe anche una interpretazione più maliziosa della pregnante frase della bella Sveva e cioè che la Matone potrebbe essere un ottimo sostituto del valium. Il rischio per la destra è che Sveva abbia ancora qualcosa da dire, a tempo debito, e ciò sta creando il panico fra alcuni amici del suo partito che si aggirano con le mani nei capelli, mormorando fra i singhiozzi: ma perché non taci!

gl

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