Bilancio “di fine anno” da 10 miliardi

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Un bilancio preventivo approvato alla fine dell'anno. Così Roma alle 5.30 di ieri mattina si è liberata dal rischio del commissariamento (paventato lunedì dalla lettera di diffida del prefetto Pecoraro), approvando il bilancio 2012-14 di Roma capitale con 34 voti favorevoli, 20 contrari e 1 astenuto (il consigliere Pdl Fabrizio Santori).

Una seduta fiume quella di martedì notte, arrivata dopo giornate estenuanti per l'aula e con dieci mesi di ritardo sull'ordinaria tabella di marcia. Una manovra da oltre 10 miliardi, di cui 5.241.980.000 in parte corrente e 5.010.380.680 per il piano investimenti. Un provvedimento che sana la situazione di quasi immobilismo finanziario protrattasi praticamente per l'intero l'anno solare e che ha costretto a limitare le spese entro il limite dei "dodicesimi", come prescrive la legge quando dice che «gli enti locali possono effettuare per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente a un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi», rendendo impossibili numerosi interventi urgenti.

Il voto di ieri, se da un lato ha visto l’ottenimento della maggioranza assoluta, è stato sicuramente agevolato dal necessario adeguamento della manovra capitolina alle regole della legge di stabilità del governo Monti, che ha elevato la percentuale del fondo di riserva dallo 0,30% allo 0,45% e provocato così la decadenza della temutissima schiera di 50mila emendamenti presentati dall'opposizione. Il piano degli investimenti, è composto di fondi pubblici e privati (project financing). Questi ultimi concorrono agli investimenti del triennio per 2.3 miliardi. Di essi, 1.4 miliardi, ossia quasi il 60 per cento, sono destinati al trasporto pubblico. Un altro 18 per cento, oltre 400 milioni, vanno a viabilità e mobilità. Terza voce più corposa, sempre con investimenti privati, è quella relativa all'amministrazione generale ed ai servizi cimiteriali con 290 milioni. Per territorio e ambiente gli investimenti previsti si aggirano attorno ai 98 milioni, mentre 69 milioni sono destinati a interventi sul patrimonio comunale. Sul fronte investimenti pubblici (di cui 248 milioni dall Stato e 123 dalla Regione) tra le voci più consistenti ci sono 961 milioni sono per la rete di impianto del gas, 744 per il trasporto pubblico, 380 per territorio e ambiente, 219 per interventi sul patrimonio comunale, 175 per viabilità e mobilità e 28 per l'istruzione pubblica.

In giornata il sindaco Alemanno si è lanciato in dichiarazioni entusiastiche: «Approvato il bilancio di Roma dopo 7 mesi di ostruzionismo della sinistra. Questa pattuglia di eroi ce l'ha fatta». Eroi o no, anche l'opposizione dopo mesi di battaglie e di rivendicazioni sulle spese per il sociale e la casa traccia un suo bilancio. Il capogruppo del Pd Umberto Marroni ha ricordato che «la battaglia delle opposizioni a difesa del sociale e del decentramento ha permesso di scongiurare il taglio di 3 milioni di euro precedentemente previsto sui municipi, stanziando più risorse sul sociale e sul buono casa, fondi che riteniamo però insufficienti».

Per il segretario del Pd romano Marco Miccoli, però, la situazione nella capitale resta comunque ai limiti: «Un bilancio di previsione approvato con ben 11 mesi di ritardo mentre la città è allo stremo. Se Alemanno fosse una persona seria, invece di fare comunicati inutilmente trionfalistici, dovrebbe proprio oggi prendere atto di questo suo nuovo ennesimo fallimento e dimettersi. Ma siamo sicuri che non lo farà e continuerà ancora per qualche mese, con la sua maggioranza sempre più allo sbando, ad affossare Roma».

Toni completamente opposti sono arrivati dagli esponenti della maggioranza, che con il presidente della commissione bilancio Guidi, ha ricordato: «Quella raggiunta è una sintesi positiva che mette a tacere una volta per tutte l'ostruzionismo di certa opposizione che per calcolo politico si è impegnata a bloccare la città».

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