Sciopero generale il 14 novembre per il lavoro

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I dati sulle prospettive economiche non sono positivi e la tensione sociale che pervade la città lo conferma. Mentre la Cgil di Roma e Lazio sta organizzando per il 14 novembre una giornata di mobilitazione in tutta la regione, in città le proteste spuntano ovunque.

A Roma, la manifestazione provinciale partirà alle ore 9.30 da Piazza Bocca della Verità per concludersi alle 12 in Piazza Farnese con un comizio cui parteciperanno Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil. Nelle stesse ore, si svolgeranno altre iniziative a Viterbo, Frosinone, Latina e Rieti.

La mobilitazione si svolgerà in concomitanza con la giornata di mobilitazione europea indetta dalla Ces (Confederazione europea dei sindacati), e vedrà anche a Roma uno sciopero generale per il lavoro e la solidarietà e contro l’austerità dettata dalle politiche del governo guidato da Mario Monti.

Le richieste sono legate ai temi dello sviluppo, del lavoro e dell'equità: «Una politica economica capace di produrre un'occupazione di qualità – spiega la Cgil – l'effettiva applicazione di una tassa sulle transizioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento, la lotta all'evasione e alla frode fiscale, il rispetto della contrattazione collettiva e dei diritti sociali e sindacali fondamentali».

Intanto però si è costretti a registrare gli appelli e gli interventi dei politici locali a favore di aziende e lavoratori che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. Come nel caso della multinazionale del farmaco Sigma-Tau di Pomezia, area già colpita dalla crisi negli ultimi anni e che ora rischia di vedere ancora ridursi il numero di lavoratori del settore. L'azienda ha chiesto l’apertura di una procedura di esubero per altri 146 dipendenti (molti dei quali donne), di cui una gran parte, circa 83, opera nell’area Ricerca e Sviluppo. La notizia è arrivata dopo la messa in cassa integrazione straordinaria a zero ore arrivata lo scorso gennaio.

E se a Pomezia la crisi mette in difficoltà i lavoratori a via Ramazzini ieri è andata in scena l'occupazione del Centro Educazione Motoria della Croce Rossa Italiana da parte dei familiari dei pazienti con gravi handicap assistiti dalla struttura, che rischierebbe la chiusura. «Mettere in strada tanti pazienti con gravi disabilità cerebrali sarebbe un atto scellerato – hanno detto i consiglieri del Pd Foschi e Nanni – l’ennesimo a cui la Giunta Polverini, pur nel limitato tempo concesso, ci ha purtroppo abituato. Il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana deve profondere tutto lo sforzo possibile per concedere i fondi necessari alla sopravvivenza della struttura per almeno dodici mesi. E’ questo il tempo che occorre affinché si trovino le soluzioni definitive ad una stabilizzazione della vicenda che dura da troppo tempo e sta lasciando in ansia decine di famiglie di pazienti e di operatori».

Sempre ieri i lavoratori dell'INRCA di Via Cassia hanno occupato la struttura dell’ospedale geriatrico con cartelli e striscioni di protesta, mentre una riunione tra Comune, Adr e sindacati si è svolta per trovare una soluzione ai licenziamenti dei 69 dipendenti che nello scalo romano si occupano della gestione dei carrelli portabagagli.

F.U.