Intervista a Peciola: «Programma e valori condivisi»

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Se Atene (la destra capitolina) piange, la Sparta della sinistra non ride. Questa l’impressione che abbiamo ricavato dall’incontro con Gianluca Peciola che oltre ad essere consigliere provinciale è un esponente di spicco di Sinistra Ecologia e Libertà. Uno che si è fatto le ossa con i comitati per la casa ed un sano rapporto con i movimenti soprattutto in periferia.

Il nocciolo del problema per Peciola sta in queste primarie del Pd e di coalizione «che anziché essere un grande momento di mobilitazione democratica, come sicuramente lo sono state in passato, rischiano di cadere nel politicismo e di logorarsi in uno sterile discorso sulle alleanze come somma di percentuali e non come progetto condiviso».

Eh si, perché questo continuo andirivieni, Udc sì – Udc no, spiazza chi a sinistra vorrebbe una soluzione zingarettiana sul modello di alleanza a sinistra per la conquista della Regione. «Questa rincorsa ai moderati – prosegue Peciola– può riapparire in altre forme o liste nel corso di una campagna elettorale a Roma per la quale non pare sia in atto una grande mobilitazione. Ad esempio, noi di Sel abbiamo chiesto al Pd un tavolo di discussione serio anche sulle modalità delle primarie di coalizione. Una coalizione che a nostro avviso dovrebbe comprendere i movimenti che pure esistono e sono ben radicati nei territori con numerosi comitati. Invece riscontriamo nel Pd una certa ambiguità dovuta a chi sotto l’etichetta moderati vuol fare rientrare il vecchio centrismo».

E allora? Allora tocca definire «un perimetro entro il quale condividere valori e progetti fondamentali». Anche perché questa ambiguità «finisce per dare spazio all’antipolitica e al grillismo rampante che oggi viene rincorso da forze di sinistra quale la Federazione dei Comunisti Italiani con Rifondazione e dallo stesso presidente del X Municipio Sandro Medici che si candiderà comunque di suo». Se poi si vuol guardare in casa dei democratici, che sono la forza trainate della vittoria possibile, pare che le regole fissate per le sue primarie, con un rilevante numero di iscritti per accedere alla competizione, siano fatte apposta per selezionare due candidati: Sassoli e Gentiloni, che sono i nomi che circolano con maggiore frequenza, e forse Patrizia Prestipino.

«Certo – prosegue Peciola- la candidatura di Gasbarra per il suo peso e la sua esperienza, soprattutto dopo la decisione di Nicola Zingaretti di correre per le regionali, potrebbe risolvere molte incertezze, ma non ci pare che al momento questa soluzione stia emergendo con forza nel Pd». In questa incertezza risultano comprensibili l’esitazione dell’assessore provinciale Massimiliano Smeriglio, che è la personalità di maggior spicco in Sel, quando rimette in discussione la sua personale candidatura alle primarie di coalizione se non verrà fatta chiarezza.

Il “frente amplio” che Sinistra Ecologia e Libertà prefigura include, come dicevamo, i movimenti «che sono importanti – prosegue Peciola- perché hanno segnato le emergenze sociali di questa città, come è avvento ad esempio per la casa, ma soprattutto per l’opposizione alla delibera Acea e la difesa dei beni comuni. E’ stata una vittoria ma anche un modello di alleanze possibili, fatto di partiti e movimenti che può essere riproposto soprattutto dopo l’esito dei referendum dello scorso anno». Peciola guarda al “modello Pisapia” di Milano sostenuto da un forte programma di equità.

«Nell'ambito dei poteri di Roma Capitale – ci spiega- è possibile far passare una sorta di patrimoniale cittadina che gravi sui gruppi immobiliari che tengono le case sfitte e comunque sulla rendita, allo scopo di rastrellare risorse per il Welfare e le politiche abitative. Anche il modello di città va cambiato, un modello che metta al centro l'innovazione tecnologica e la cultura che produce ricchezza. Non siamo noi gli utopisti quando chiediamo ai costruttori di orientarsi verso la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, abbandonando le vecchie logiche della rendita e del consumo del territorio».

Per Sel è la vision della città metropolitana che deve cambiare radicalmente, laddove il progetto, la fantasia e l’innovazione superano i vincoli posti da una crisi economica e sociale devastante, con una città messa in ginocchio dalle dissennate politiche clientelari di questa Amministrazione. Loro, quelli di Sel, un loro programma in 7 punti l’hanno elaborato con documenti che vanno dal futuro digitale di Roma alla mobilità sostenibile, dal ciclo dei rifiuti al riuso degli spazi urbani, dalla Roma anti mafie al ruolo dei municipi. Che è poi sul programma, sulle proposte accessibili e chiare soprattutto al popolo delle periferie che la battaglia di Roma contro le destre si potrà vincere.

Giuliano Longo