Marroni candidato alle primarie

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La città è in attesa di conoscere chi correrà per le prossime elezioni comunali e vorrebbe già sapere i nomi dei candidati. In attesa delle primarie del centrosinistra del 20 gennaio, il capogruppo dei democratici in Campidoglio si candida ufficialmente alla gara per la scelta del candidato sindaco. «Ho deciso di proporre la mia candidatura per spirito di servizio verso la città. Per vincere e per governare con un'ampia alleanza politica e sociale».

Marroni ha auspicato «primarie che siano non per dividere ma per unire», rimarcando di «non credere a candidature calate dall'alto, di persone che hanno bisogno di due anni per capire come funziona la macchina amministrativa».

Il capogruppo arriva da anni di presenza in Comune e da un quinquennio di dura opposizione all'attuale Amministrazione. La consapevolezza dell'impegno che aspetterà il prossimo sindaco di Roma è tutta nelle parole espresse mercoledì sera in un convegno dal titolo “Roma – solidarietà, sviluppo ed innovazione”: «Erediteremo un Comune in crisi. La prossima dovrà essere una consiliatura costituente, per ridefinire regole e missione di Roma capitale. Per fare questo non basta un solo partito. Serve un'ampia alleanza politica e sociale, perché la politica da sola non ce la fa».

Ad ascoltare le parole di Maroni c’erano tra gli altri Eugenio Batelli dell'Acer, Antonio D'onofrio di Federlazio, De Crescenzo (AGCI), Claudio Di Berardino (Cgil), Pierangelo Mancini (Cisl), Stefano Venditti (Legacoop), Lorenzo Taglivanti (CNA), Sparvoli (confcooperative). Presenti in sala anche i consiglieri del PD capitolino Ozzimo, Panecaldo, Coratti, Zambelli, De Luca, Valeriani, Pelonzi, Ignazio Cozzoli, segretario dell'UDC, Marco Ciarla, coordinatore della segreteria del PD di Roma, Andrea Alzetta, capogruppo Roma in Action, Salvatore Vigna, capogruppo Api, Francesco Smedile, consigliere UDC.

E nel presentare la sua candidatura, Marroni ha tirato fuori anche i toni del politico esperto, puntando il dito direttamente contro la giunta Alemanno: «Questa destra ha fallito nel governo della città per tre motivi: non ha avuto nessuna idea di sviluppo, nessuna capacità di rispondere alla crisi, il sindaco si è circondato di persone inadeguate, inaffidabili e che si sono macchiate di scandali che hanno danneggiato la città».

Il capogruppo Pd ha dunque lanciato le caratteristiche di fondo del suo programma: «Un'idea di Roma con al centro il cittadino, la persona; una nuova stagione di politiche pubbliche; il rilancio del prestigio della città». Il tutto condito da «progetti e obiettivi concreti e raggiungibili».

Marroni ha poi chiarito l'esigenza di selezionare anche per il Campidoglio di una «rinnovata classe dirigente» e, a livello programmatico, di «investimenti nella spesa sociale, per il diritto allo studio, per i municipi, e servizi ai cittadini, oltre ad un programma sull'occupazione, impulso per le infrastrutture, con il riavvio delle iniziative per i tram e le metropolitane e parcheggi sotterranei».

Quanto al nodo primarie il neo candidato ha affermato: «Quelle di Roma vanno fatte su proposte, programmi, idee e candidati competitivi ma collaborativi» E sul numero di candidati ha ricordato «dopo la candidatura di Zingaretti in Regione prevedo uno sfoltimento».

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